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Crimea 2014-Cipro 1974 – Un curioso parallelo storico

La storia non si ripete mai esattamente nello stesso modo, soprattutto quando gli avvenimenti si svolgono in luoghi molto diversi tra loro. Eppure, quanto sta avvenendo in Ucraina ricorda per molti versi quanto avvenne esattamente 40 anni fa, non nell'ex Unione Sovietica ma nel Mediterraneo Orientale. Ai tempi, Cipro era diventata indipendente da pochi anni, liberandosi dalla dominazione coloniale britannica nel 1960. 

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Come l'Ucraina, il paese era composto da diverse comunità etniche e religiose, in particolare quella greca ortodossa e quella turca musulmana. Ai ciprioti turchi fu garantito il 30% di tutte le posizioni nell'amministrazione pubblica e nel parlamento nazionale. Nei primi anni 60, scontri etnici erano frequenti. Addirittura, nel 1964 il governo turco minacciò di invadere l'isola pur di difendere la comunità di lingua turca. Fu bloccato dall'allora presidente americano Lyndon B. Johnson: quest'ultimo mise in guardia Ankara che gli Stati Uniti non sarebbero stati al fianco della Turchia nell'eventualità di una rappresaglia sovietica. Dieci anni dopo, il 15 luglio 1974, la giunta militare allora al potere ad Atene optò improvvisamente per un colpo di Stato, con l'obiettivo di annettere Cipro alla Grecia. Permise al nazionalista greco Nikos Sampson di prendere la guida del paese, destituendo l'arcivescovo-presidente Makarios III, a capo dell'isola dal 1960. Meno di una settimana dopo, il 20 luglio 1974, forze militari turche approdarono sull'isola, invadendo la parte settentrionale del paese e un intero quartiere della capitale Nicosia.


In poco tempo e in due tappe, Ankara riuscì a occupare il 37% del territorio con oltre 30mila uomini. Circa 180mila ciprioti greci furono costretti a spostarsi verso Sud, mentre circa 50mila ciprioti turchi si insediarono nell'area ormai occupata dalle truppe turche. In un volume pubblicato nel 2011 e intitolato The Cyprus Problem – What Everyone Needs to Know, James Ker-Lindsay racconta tra le altre cose che gli Stati Uniti imposero un embargo di armi contro l'alleato turco per avere utilizzato in quella circostanza armamenti americani. L'invasione turca del 1974 ha congelato la situazione. Da 40 anni, l'isola è divisa, parzialmente sotto il controllo di caschi blu delle Nazioni Unite. La parte Nord, di lingua turca, è tuttora controllata da un governo voluto da Ankara (la Turchia ha di stanza sul territorio circa 30mila soldati). A Sud è nata la Repubblica di Cipro, paese membro dell'Unione Europea dal 2004. La Turchia è l'unico paese al mondo a riconoscere la Repubblica turca di Cipro Nord, ormai diventata una costola di Ankara nel Mediterraneo Orientale, mentre il governo cipriota del Sud considera il suo paese parzialmente occupato. Il passaggio da una zona all'altra del paese prevede passaporto e visto (concesso sul posto dalle autorità di Cipro Nord). Solo recentemente le parti hanno deciso di riprendere un dialogo dagli esiti ancora molto incerti. I paralleli con la vicenda ucraina non mancano: la presenza di diverse comunità etniche; il paese multilingue e multireligioso; l'influenza di vicini ingombranti; la presenza di un cambio di regime subitaneo (con la destituzione di Makarios III a Nicosia nel 1974 e di Viktor Yanukovich a Kiev nel 2014); l'indipendenza recente (di Cipro dagli inglesi, dell'Ucraina dai sovietici); il ruolo della Nato (la Turchia era membro dell'organizzazione militare nel 1974, mentre l'Ucraina ha con l'Alleanza Atlantica un accordo di partenariato). Accadrà la stessa cosa anche in Crimea, la regione ucraina ormai sotto controllo militare russo e abitata in maggioranza da russofoni? Nei due casi, sia la Turchia che la Russia sostengono di avere avuto buone ragioni per intervenire militarmente e difendere le loro rispettive comunità. La comunità internazionale dovette accettare a Cipro il fait accompli. E in Ucraina cosa succederà? Una differenza, naturalmente, è che la vicenda cipriota avvenne in piena Guerra Fredda, mentre gli eventi ucraini potrebbero bruscamente riportare l'Europa alla Guerra Fredda.

 

(Nella foto, Makarios III, presidente di Cipro dal 1960 al 1974, durante una visita di Stato a Berlino nel 1962. Nato nel 1913, l'arcivescovo di rito cristiano ortodosso morì nel 1977)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

 

  • LC |

    La Turchia intervenne a Cipro contro un tentativo di annessione da parte della Grecia e contro gli attacchi alla minoranza turca nell’isola da parte di frange terroristiche greche, ma non ha annesso ufficialmente la zona Nord. La Russia invece ha annesso la Crimea (e vorrebbe fare lo stesso con le province sudorientali) per “tutelare” la locale maggioranza russa contro “i fascisti di Kiev” che però nulla ancora avevano fatto ai danni di tale popolazione.

  • JR |

    La grossa differenza è che Cipro era a minoranza turco-cipriota e maggioranza greco-cipriota, mentre la Crimea è a maggioranza russa e minoranza ucraina (e altri). Quindi ogni parallelo non ha senso. Inoltre, la ferocia dell’invasione turca del ’74 non ha paragoni nella storia europea dopo la II Guerra Mondiale. E mi stupisce che Cipro è in UE; un’UE che ancora non è riuscita a proteggere i suoi confini (v. mobilitazione recente di fregate e sottomarini turchi verso le acque territoriali di Cipro).

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