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Aiuti pubblici più mirati: la Commissione cerca un nuovo strumento economico

Il collegio dei commissari terrà domani, mercoledì 4 aprile, a Bruxelles la consueta riunione di metà settimana. Tra le varie questioni all'ordine del giorno c'è anche una modernizzazione della politica sugli aiuti di stato. I Trattati prevedono che la Commissione prenda posizione tutte le volte in cui aiuti pubblici a livello nazionale distorcono la concorrenza. Non passa settimana senza che l'esecutivo comunitario intervenga in uno dei 27 paesi dell'Unione. L'obiettivo è di garantire la libera concorrenza in un mercato unico di circa 500 milioni di consumatori. Il commissario responsabile di questo portafoglio Joaquín Almunia ha annunciato qualche settimana fa di voler modernizzare questa politica.

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Non si tratta di liberalizzare gli aiuti, ma di riformare un settore che nel corso dei decenni ha accumulato norme, regole e giurisprudenza. Le linee guida sono 37. Vanno sfoltite. La conversazione di domani non è conclusiva; ma entro l'estate Almunia vuole presentare un nuovo quadro di riferimento, più semplice e più efficace. In un discorso pronunciato il 2 febbraio scorso ha tratteggiato il percorso che intende seguire: prendere decisioni più rapide; migliorare il lavoro della Commissione nel garantire il rispetto delle regole; e soprattutto sostenere gli sforzi europei per rilanciare la crescita. E' quest'ultimo l'aspetto più interessante. "Dobbiamo usare – ha spiegato il commissario spagnolo – tutti i mezzi disponibili per aiutare la crescita e la concorrenza".


Nel suo discorso di due mesi fa a Bruxelles, Almunia ha affermato: "Se la spesa pubblica non risolve una vera carenza  del mercato sarà inefficace. Ciò significa che il denaro dei contribuenti verrebbe sprecato e i mercati sarebbero distorti. Invece, il sostegno pubblico deve essere diretto là dove potrà influenzare positivamente la concorrenza europea e stimolare l'innovazione, la crescita e l'occupazione". Il commissario spagnolo vuole "incoraggiare investimenti più elevati e più mirati nella ricerca e lo sviluppo", "promuovere" l'economia verde, "facilitare" l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, "sostenere" i settori più deboli della società europea. Le autorità comunitarie vogliono concentrarsi sui casi più notevoli e semplificare il controllo ex ante. Dietro al tentativo della Commissione c'è il desiderio di fare di questo potere di intervento uno strumento di politica economica europea, in un contesto di restrizione del bilancio in molti paesi e mentre l'esecutivo comunitario tenta (con evidente difficoltà) di avere un ruolo più efficace nel rilancio dell'economia. Una specie di light Keynesianism. Il dibattito è solo all'inizio, e bisognerà capire come evolverà all'interno della stessa Commissione. La questione degli aiuti di stato è delicatissima, mettendo spesso a confronto commissari liberisti e commissari interventisti.

 

(Nella foto, il commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook