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Come mobilitare il risparmio privato – Piccola ricetta belga contro la crisi

Si discute animatamente in Europa del modo in cui rilanciare gli investimenti pubblici e privati in un contesto di crescita bassa, disoccupazione elevata e deflazione rischiosa. Questa settimana i Ventotto paesi dell’Unione dovrebbero approvare le linee-guida della nuova Commissione europea, guidata – se tutto andrà secondo le previsioni – dall’ex premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. Tra le idee in discussione c’è il tentativo di creare “una nuova capacità europea che consenta di mobilitare l’abbondante risparmio privato”, secondo l’espressione di un membro dell’entourage del presidente francese François Hollande. indexIl piccolo Belgio, così spesso ignorato dalla stampa nazionale e internazionale, se non quando appare sull’orlo della disintegrazione, potrebbe forse rivelarsi un modello interessante. In questo paese c’è l’abitudine pressoché automatica di associare a un conto corrente un conto di risparmio. Quest’ultimo è accessibile in qualsiasi momento. Il denaro può essere recuperato senza aggravi e immediatamente. Trasferimenti tra i due conti avvengono sul momento. Secondo le ultime statistiche della Banca centrale del Belgio, il denaro parcheggiato sui conti bancari di risparmio ammontava in primavera a oltre 252 miliardi di euro (pari a oltre il 50% del prodotto interno lordo). Soldi inutilmente dormienti, secondo molti economisti. Alla fine del 2013, il governo di grande coalizione del premier socialista Elio Di Rupo ha quindi fatto approvare dal Parlamento un progetto di legge che deve servire a mettere a frutto i generosi conti di risparmio dei belgi. Il principio del prêt citoyen thématique (prestito tematico di cittadinanza) è semplice: piuttosto che versare i soldi su un conto di risparmio, il correntista ha la possibilità di acquistare bons de caisse o dépôts à terme, analoghi ai certificati di deposito e ai depositi a termine, emessi dalle banche a favore di istituzioni pubbliche o private. A differenza di un normale conto di risparmio, la tassazione su questi specifici strumenti finanziari è conveniente: del 15%, anziché del 25%. Fino a 100mila euro, il denaro è garantito dallo Stato. Per ora, questi prestiti sono offerti da 12 istituzioni finanziarie del paese. Il denaro deve servire a “progetti socio-economici e socialmente responsabili” del settore privato e pubblico (scuole, ospedali, centri culturali etc). L’investimento deve essere di un periodo minimo di cinque anni. Il progetto che sarà finanziato dai conti di risparmio deve avere ricevuto il benestare delle autorità pubbliche. In cinque mesi, i prestiti tematici di cittadinanza hanno raccolto oltre 1,2 miliardi di euro. Secondo Febelfin, l’associazione belga del settore finanziario, il totale potrebbe ammontare a 3,0 miliardi entro fine 2014. Per evitare sforamenti di bilancio, il governo Di Rupo si è imposto un tetto annuo del risparmio da prendere in prestito. L’obiettivo è di mettere a frutto l’abbondante liquidità accumulata dalle famiglie belghe in questi anni di incertezza economica, finanziaria e sociale. Peraltro, il paese ha subito in questo ultimo decennio un forte decadimento delle sue infrastrutture. Strade, stazioni, linee ferroviarie, scuole e ospedali hanno bisogno di essere rinnovati e modernizzati. In un contesto federale, i trasferimenti di denaro nel mondo pubblico si sono fatti più complicati, anche politicamente più controversi. Regioni e comuni devono diventare sempre più autonomi, e il prêt citoyen thématique è (anche) un modo per facilitare questo difficile processo.

(Nella foto, il primo ministro belga, il socialista vallone Elio Di Rupo, 62 anni)

Dal Fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

  • PAVINATO |

    Grazie al cavolo! verrebbe da dire. Avete presente
    la fiducia del cittadino italiano nei confronti delle
    nostre istituzioni? Una manovra fatta così in Belgio
    da noi è come raccontare una barzelletta al bar
    o contar favole. Purtroppo.

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