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In Belgio, il diritto all’eutanasia anche ai minori?

Il Belgio potrebbe presto permettere l'eutanasia ai minori, modificando una legge del 2002 che fa del piccolo paese uno dei più all'avanguardia in questo campo. Un voto in commissione parlamentare è atteso per oggi, e poi toccherà al Parlamento prendere una decisione finale. Il progetto di legge è sostenuto dai socialisti e dai liberali, non dai democristiani. I fiamminghi della N-VA sono dubbiosi sul daffarsi, ma potrebbero votare a favore.

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La grande coalizione che sostiene il governo di Elio Di Rupo è divisa, tanto che i gruppi parlamentari potrebbero decidere di non dare istruzioni di voto. Il testo consente a un minore di 18 anni di chiedere l'eutanasia. Rispetto a un maggiorenne il legislatore ha deciso di introdurre numerosi paletti. Il giovane deve essere "capace di discernimento"; l'accordo dei genitori è obbligatorio; la persona deve essere in preda a sofferenze fisiche; e il decesso deve essere ritenuto vicino. Rispetto all'Olanda, che ha esteso il diritto all'eutanasia anche ai minori, il Belgio è più liberale. Nei Paesi Bassi, la persona deve avere almeno 12 anni. Qui in Belgio non ci sarebbero limiti di età. Gli esperti pediatri ascoltati dai deputati hanno insistito durante le recenti audizioni sulla straordinaria maturità dei giovani ammalati. In molti paesi europei l'eutanasia è ormai accettata, soprattutto al Nord. In Svizzera prevale l'idea del suicidio assistito. In Italia o in Francia, il tema non è ancora entrato nei costumi, anche se alcuni italiani o francesi si recano in un altro paese per morire volontariamente. In un Belgio segnato dalla divisione culturale e linguistica tra Nord e Sud e da un confronto storicamente acceso tra cattolici e laici, l'idea di estendere la legge del 2002 ai minori ha fatto discutere animatamente.


Coloro a favore sono convinti che la questione sia legittima per il semplice fatto che è all'ordine del giorno nella società. Il diritto all'eutanasia può scioccare alcuni, ma è in fondo il riflesso di un mondo nel quale la medicina ha fatto enormi passi avanti. In passato si moriva più giovani e più facilmente. L'eutanasia esisteva, ma veniva praticata in segreto. Léon Daudet racconta in un libro di memorie pubblicato nel 1915 – Souvenir des milieux littéraires, politiques, artistiques et médicaux – che alla fine dell'Ottocento Louis Pasteur accettò di partecipare all'uccisione di cinque giovani russi affetti da rabbia e in preda a terribili sofferenze. Oggi, macchine e medicinali consentono a una persona di rimanere in vita più a lungo, incosciente e paralizzata ma con il cuore che batte ancora. Intervistato da La Libre Belgique, Dominique Biarent, capo-servizio all'Ospedale universitario per bambini Reine Fabiola a Bruxelles, spiega che già oggi l'eutanasia è praticata sui minori, ma in modo illegale. Vi sarebbero circa dodici casi all'anno in questo paese. Coloro che sono contrari si chiedono invece quando vi sia esattamente capacità di discernimento in un bambino o in un ragazzo. Catherine Stryckmans, dirigente di un'associazione di assistenti sanitari e infermiera per bambini gravemente ammalati, ha spiegato alla stampa belga di non avere mai avuto richieste di eutanasia da parte di un giovane. Le è capitato, però, che un ragazzo chiedesse di "terminare i suoi giorni tranquillamente". La signora Stryckmans ha fatto notare che già oggi molti casi di eutanasia su persone adulte non vengono dichiarati alle autorità, nonostante la presenza di una legge che consente questa pratica. "La paura di un ricorso o di un processo non è fondata. Perché allora avere bisogno di una estensione della legge ai minori?". Come nel caso di un adulto, è evidente che l'eutanasia può essere usata illegitimamente per liberarsi di un giovane ritenuto una incombenza o un ostacolo. Legiferare in questo campo può essere complesso e controverso, ma forse è meglio agire quando c'è una domanda della società piuttosto che lasciare un pericoloso vuoto giuridico.

 

(Nella foto, lo scienziato francese Louis Pasteur, 1822-1895, inventore del vaccino contro la rabbia. Alla fine dell'Ottocento fu protagonista di un caso di eutanasia, secondo Léon Daudet)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

  • maurolaspisa |

    Chi vuol vivere per soffrire? Questo è un caso irrisolvibile col solo punto di vista bio-economico e allora a conti fatti si dà ragione al programma nazista Lebensborn con la differenza che noi oggi lo legittimiamo giuridicamente.Quel che preoccupa è il valore matriciale dell’avallo legale perchè ricco di sviluppi ulteriori riguardo a disabili,anziani,malati terminali et al. Se poi si pensa al deficit economico annesso per spese improduttive…

  • Aristarco |

    Di questo argomento dovrebbero parlare soltanto coloro che del dolore, quello vero ed incoercibile hanno esperienza.
    So del (rarissimo) caso di un bambino di meno di un anno con un cancro addominale scoperto in fase avanzata.
    Tutto sommato ritengo che, sia pure con tutte le cautele del caso, si debba rispondere SI.

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