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Schengen, ormai ostaggio dei partiti di estrema destra

Dopo la Danimarca, anche l'Olanda, ha deciso di rafforzare il controllo alle frontiere mettendo a rischio le norme di Schengen. Dal 1° gennaio, i Paesi Bassi installeranno una rete di telecamere nei 15 punti più trafficati della loro frontiera con il Belgio e la Germania.

Frontiera belgo-olandese
Le immagini registreranno tutti i movimenti e saranno abbastanze precise da poter leggere le targhe delle macchine e verificare tra le altre cose se sono state rubate. L'iniziativa del governo olandese ricorda per molti versi quella danese di questa estate. Il governo decise in quella circostanza di dispiegare ai posti di frontiera una cinquantina di doganieri, provocando le critiche tedesche e soprattutto comunitarie. Anche la scelta olandese sta facendo discutere. Questa settimana la Commissione Europea ha preso posizione, lasciando trapelare la sua contrarietà. "Abbiamo chiesto alle autorità olandesi di chiarire esattamente la portata della loro decisione e sopratutto l'obiettivo delle telecamere – ha detto un portavoce -. Il Trattato di Schengen precisa che controlli alle frontiere devono essere solo puntuali, non sistematici, e non possono violare il diritto alla privacy. Le norme dicono chiaramente che ogni cittadino ha diritto a passare da un paese all'altro senza alcun controllo".


Ho viaggiato recentemente in automobile dal Belgio all'Olanda e sono rimasto impressionato da come la frontiera sia letteralmente sparita. In molti casi, come tra la Francia e la Germania, i vecchi confini in Europa sono rimasti evidenti. Le auto sono obbligate a rallentare il passo, e gli edifici della dogana sono rimasti in piedi, pur vuoti. Invece, le frontiere olandesi con il Belgio o la Germania sono scomparse del tutto. Solo il navigatore satellitare segnala al guidatore che si sta passando da un paese all'altro. Eppure la scelta olandese fa discutere, anche perché giunge da un governo che riceve l'appoggio esterno del partito nazionalista di Geert Wilders. Non è un caso se anche in Danimarca i controlli alla frontiera siano stati voluti dal partito popolare danese, un movimento nazionalista che dall'esterno appoggiava ai tempi l'allora governo di centro-destra. La paura è sempre la stessa: l'immigrazione, più o meno clandestina. L'accordo di Schengen è stato uno dei grandi successi dell'integrazione europea. Oggi riguarda 25 paesi. Bisogna sperare che le iniziative olandese e danese siano sfoghi temporanei e non l'ennesimo segnale di un'integrazione che insieme alla globalizzazione sta venendo meno. Mi ricordo che in una mostra al Deutsches Historisches Museum di Berlino nel 2004, organizzata per celebrare i 90 anni dallo scoppia della Grande Guerra, si raccontava che nel 1914, al crepuscolo della belle époque, si poteva viaggiare senza passaporto da Parigi a San Pietroburgo. Poi scoppiò un lungo conflitto.

 

(Nella foto, la frontiera belgo-olandese attraversa la terrazza di un ristorante)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

  • Roberto |

    “Mi ricordo che in una mostra al Deutsches Historisches Museum di Berlino nel 2004, organizzata per celebrare i 90 anni dallo scoppia della Grande Guerra, si raccontava che nel 1914, al crepuscolo della belle époque, si poteva viaggiare senza passaporto da Parigi a San Pietroburgo. Poi scoppiò un lungo conflitto.”
    Ecco, credo che buona parte delle cause di rallentamento della costruzione europea, stia qui! forse si è corso troppo, senza fornire ai conducenti le giuste e adeguate informazioni e con mezzi che ormai non reggono più il passo. O si cambia o trovo del tutto normale che si faccia qualche passo indietro. Purtroppo!

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