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Sorpresa! E’ tedesca la città più vivibile al mondo

E’ Monaco la città più piacevole al mondo in cui vivere. Monaco, nella fredda e noiosa Germania? Sì, esattamente. A decretarlo è stata questa settimana la rivista inglese Monocle che ogni anno pubblica una classifica delle venticinque metropoli dove si vive meglio.

Muenchen
La città della Baviera è seguita da Copenhagen e Zurigo. Tokio è quarta, Parigi settima, Berlino undicesima, Barcellona diciasettesima, Auckland ventesima. Ultima : Lisbona. Londra e New York sono assenti dalla classifica, così come sono assenti Roma o Milano. Il direttore della rivista, Tyler Brûlé, ha spiegato che a giocare nella selezione sono alcuni fattori chiave: la sicurezza, il rapporto qualità-prezzo nell’affitto o nell’acquisto di appartamenti, il sistema dei trasporti, locale e internazionale. “La libertà di movimento è fondamentale per noi. Deve essere possibile in una stessa città passare facilmente dalla sfera professionale a quella famigliare. E’ quindi importante potersi muovere facilmente”. La scelta di Monocle non mi sorprende, e non tanto o non solo perché Monaco ha uno degli aeroporti più belli, efficienti e moderni d’Europa. La metropoli non è più una capitale da quando il Regno di Baviera, ai tempi guidato da Luigi III, si è dissolto nel 1918, ma lo spirito della città, ancora monumentale in alcuni suoi punti, è rimasto tale.

Quando ai miei interlocutori non tedeschi dico che abito a Francoforte, mi rivolgono un sorriso di compassione. O forse è solo un’impressione? Troppo spesso gli europei guardano a Berlino come all’unica città tedesca in cui sia veramente possibile vivere: bella, grande, spaziosa, ricca di musei, ristoranti e storia. Il suo nome evoca la Prussia, Federico II, gli Ugonotti, per non parlare del Muro e della Guerra Fredda. E Monaco? La città bavarese ha appena 1,3 milioni di abitanti, due terzi in meno rispetto a Berlino, ma la città è un centro culturale ed economico di prim’ordine. Certo, i Wittelsbach non regnano più, ma il ministro-presidente della Baviera non governa un Land qualsiasi: è un Freistaat, uno stato libero. La città è sede di aziende tra le più importanti al mondo – da Allianz a Munich Re, da Siemens a BMW. Pubblica l’altro grande giornale tedesco, rispetto alla Frankfurter Allgemeine – la Süddeutsche Zeitung. La corte ducale ha lasciato un’eccellente tradizione culinaria, a cominciare dalla Prinzregententorte, che va ben oltre la birra e i Wurst. Più in generale la vittoria di Monaco nella classifica di Monocle è la vendetta dell'altra Germania, quella non berlinese, troppo spesso ignorata. Il paese non ha la storia dell’Italia, il sole della Spagna, la bellezza della Francia, ma ha una qualità della vita che i tedeschi difendono con le unghie. Non mi riferisco (solo) ai teatri o ai musei, ai parchi o alle stazioni, agli aeroporti o alle piste ciclabili. Il controllo reciproco può sfiorare in certi casi la delazione, ma può anche mostrare straordinari esempi di solidarietà; mentre la puntualità, l’ordine e la pulizia si rivelano spesso un modo per stemperare lo stress della vita moderna.

  • carlo |

    E’ Interessante notare che certo i criteri sono in parte soggettivi.
    Ho vissuto a monaco, che trovo estremamente conservatrice, mentre ora vivo a Berlino che conosce un nuovo boom economico e, pur sempre più povera delle piccole monaco e Amburgo, o della noiosa Francoforte, ha un fascino magnetico che attira molte persone da tutto il mondo, gente che come me vi si stabilisce. Berlino è la città più libera, vivace e anticonformista in una Germania comunque un po’ provinciale. Berlino è l’unica vera metropoli tedesca, che accoglie tutti. Qui non ci si sente in Germania, ma a Berlino !

  • Der Pilger |

    Sono pienamente d’accordo a metà col mister 😉
    Sono d’accordissimo che ci siano differenze politiche, organizzative e soprattutto culturali. Non sono tanto d’accordo sul fatto che sia la geografia italiana ad aver frenato lo sviluppo dei trasporti.
    E’ vero che l’Italia ha gli appennini che ostacolano, ma e’ anche vero che l’Italia ha due poderose autostrade naturali mai utilizzate: il mare.
    Trasferire il trasporto di merci su navi era un antico progetto ostacolato dalla solita lobby gommata. Inoltre il giappone ci insegna che quando si vuole si costruisce di tutto in posti improbabili.
    Per quanto riguarda le singole citta’ anche qui sono pienamente d’accordo a meta’.
    Se e’ vero che e’ estremamente difficile costruire una metropolitana a Roma, visto che ogni colpo di vanga fa saltare fuori un cimelio, questo non e’ tanto vero per una citta’ come milano, che ha delle linee metropolitane ridicole rispetto alle esigenze.
    Stessa sorte l’ha subita milano durante la guerra: e’ stata distrutta, ma nella ricostruzione non si e’ badato tanto alla dimensione delle strade e per niente alle piste ciclabili, nonostante il clima sia estremamente favorevole, mentre monaco ha adottato una politica di conservazione e ricostruzione fedele al passato, ma contemporaneamente ha pensato al futuro dei trasporti della citta’.
    La differente cultura la si vede anche nelle politiche dei trasporti
    di superficie: monaco sta rilanciando il tram, sta aumentando il numero di bus per le zone periferiche e per collegare i quartieri-dormitorio e costruendo tunnel per le macchine dove possibile. Inoltre e’ nella cultura della gente usare
    la bicicletta con ogni tempo e le bici in affitto (http://www.callabike-interaktiv.de/) sono un’altra freccia nella faretra del monachese.
    Concludo questo pistolotto dicendo che dove c’e’ volonta’ e dove i giochi delle lobby sono limitati dalla societa’ civile (vedi l’affaire transrapid a monaco) non ci sono montagne che frenino.
    Pfiad di!

  • Beda Romano |

    Dietro alle differenze tra Italia e Germania nella vivibilità delle rispettive metropoli ci sono motivi politici, organizzativi e culturali. Ci sono anche due aspetti strutturali che probabilmente aiutano la Germania. Il primo riguarda il territorio tedesco: il paese è una grande vallata; non ha i problemi creati in Italia dalla catena degli Appennini. Costruire un’autostrada o una linea ferroviaria è più facile e meno costoso. Muoversi è quindi meno complicato. Il secondo motivo è legato al modo in cui le città sono cresciute negli ultimi anni. La guerra ha distrutto molti centri storici in Germania. Sono stati ricostruiti ex novo, con parcheggi sotterranei, metropolitane e altri servizi. Il senso estetico si è dovuto adattare, ma ne ha approfittato la qualità della vita. In Italia invece il conflitto ha provocato meno danni e preservare è diventato un obiettivo o un obbligo. Mi chiedo se non abbia influenzato in parte e senza volerlo anche la vivibilità o la comodità di molte città.
    B.R.

  • Paolo Tadini |

    Grüß Gott!
    In risposta al sig. Scaramacca penso che in Italia si viva molto bene ma soprattutto in provincia. Le grandi metropoli (Roma,Milano,Napoli e Torino) non rendono la vita facile ai propri abitanti, né ai cosiddetti “city users”. Le città tedesche, per quel poco che ho visto, sono organizzate in modo da rendere gli spostamenti molto più agevoli e mi sono sembrate molto vivaci dal punto di vista culturale e associativo.
    Cosa fare? Forse si può imparare dalla Germania la gestione dei sistemi di trasporto e cominciare a progettare le città in modo diverso. Nuovi strumenti(ad esempio il PGT), sebbene con delle pecche, esistono. I risultati dipendono invece da come sono messi in atto. E proprio qui la mancanza di controllo sociale, tipica del nostro Paese, non aiuta. Se i cittadini controllano poco l’operato dei politici e non basano il voto su di esso, vedo difficile l’implementazione di politiche veramente efficaci.
    Sono convinto però che prima o poi gli italiani capiranno l’importanza del tema della qualità della vita nelle città e sapranno dire la loro…magari insegnado anche qualcosa di nuovo ai tedeschi.

  • Der Pilger |

    Salve, vivo a Monaco di Baviera e ovviamente per me non c’e’ niente di sorprendente nella classifica.
    L’Italia e’ un paese amato anche dai non italiani…sara’ anche vero, ma quanti non italiani si trasferiscono nel belpaese, magari da pensionati?! O stiamo parlando dell’amore del turista?
    Da turista l’italia e’ il paradiso terrestre, ma qui parliamo di *vivibilita’* e capisco benissimo che nessuna citta’ italiana rispetti i criteri definiti da Monocle.
    Grazie al rispetto di questi criteri io vivo qua da 15 anni invece dei 3 programmati e con l’intenzione di rimanerci ancora.
    Volevo inoltre rassicurare l’autore del pregevole articolo: il controllo sociale qui non sfiora la delazione, e’ delazione piena. Questo fa si’, tra le altre cose, che Monaco non generi sentimenti ambigui: o la si ama o la si odia. In questi anni ho visto italiani che o mettevano radici o fuggivano inorriditi, non ho mai visto vie di mezzo.
    Servus!

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