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La Germania e le guerre mondiali – Una pagina mai chiusa

Versailles
La storia è quasi una dannazione per la Germania. Non c'è popolo come quello tedesco che tenti di anticipare e prevedere il futuro – in Germania c'è un'assicurazione specifica per tutto o quasi. Eppure il passato continua imperterrito a influenzare il presente. Nei giorni scorsi a riaffiorare non è stata solo la Seconda guerra mondiale, con l'inizio del processo al presunto criminale nazista John Demjanjuk a Monaco. E' anche emerso che il governo tedesco è ancora alle prese con le riparazioni di guerra legate al primo conflito mondiale. Attenzione: la Germania non sta versando alcun pagamento ai paesi alleati, ma sta ancora distribuendo interessi sul debito contratto negli anni 20 e 30 per pagare le elevatissime riparazioni di guerra. La vicenda vale la pena di essere raccontata. Nel 1919, il Trattato di Versailles stabilì che la Germania fosse responsabile della guerra e dovesse quindi rimborsare agli alleati – Francia e Gran Bretagna in testa – i danni provocati dal conflitto: in tutto 132 miliardi di marchi-oro (vale a dire sei miliardi e mezzo di sterline, 34 miliardi di dollari). Non solo l'enorme somma indusse i tedeschi a parlare di Diktat, ma per molti versi contribuì alla crisi politica ed economica che portò al potere Adolf Hitler. Fin dal 1919 l'allora negoziatore a Versailles John Maynard Keynes sostenne che la Germania poteva pagare al massimo due miliardi di sterline e che una cifra superiore avrebbe provocato collasso finanziario e tensioni sociali.

In un libro del 2001 (Peacemakers, in italiano Parigi 1919), la storica Margaret MacMillan racconta quanto fu difficile trovare un accordo sui risarcimenti tedeschi e ricorda che a Londra lo slogan dell'epoca era: "Fate pagare l'unno". Per versare le riparazioni, la Germania fu costretta a emettere obbligazioni sui mercati internazionali, in particolare nel 1924 e nel 1930. Successivamente le riparazioni furono cancellate nei fatti con la Moratoria Hoover del 1931, ma le obbligazioni continuarono a esistere. Nel 1953, in una conferenza a Londra, gli alleati consentirono alla Germania di interrompere il pagamento degli interessi per aiutare il paese a risollevarsi dopo la Seconda guerra mondiale. In quella occasione fu deciso che la distribuzione del dividendo sarebbe ricominciata solo dopo un'eventuale unificazione del paese. Così avvenne nel 1990. Da allora, il governo federale è tornato a versare gli interessi su obbligazioni emesse oltre ottanta anni fa per pagare le riparazioni di una guerra terminata quasi un secolo fa. La Finanz Agentur, l'agenzia di Francoforte che si occupa della gestione del debito pubblico tedesco, ha spiegato che la Germania deve ancora circa 56 milioni di euro e che l'ultimo versamento avverrà l'anno prossimo. La vicenda è stata rivelata dal quotidiano Bild. Quando ho chiamato questa settimana la Finanz Agentur per avere maggiori ragguagli, il portavoce Jörg Müller ha voluto precisare che i destinatari del pagamento non sono gli alleati, bensì i creditori che avevano sottoscritto ai tempi le obbligazioni internazionali. Mi è sembrato quasi che volesse evitare di esprimere qualsiasi nuova recriminazione contro il Diktat di Versailles, a conferma per molti versi della maturità del popolo tedesco.

(Nella foto tratta da internet alcuni dei partecipanti ai negoziati in vista del Trattato di Versailles. Da sinistra a destra: l'inglese David Lloyd George, l'italiano Vittorio Emanuele Orlando, il francese Georges Clemenceau e l'americano Woodrow Wilson).