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Quanto la collaborazione UE-Nato è compatibile con la nuova sovranità europea?

Il vertice dell’Alleanza atlantica di questa settimana, lunedì a Bruxelles, è stato l’occasione per rilanciare l’idea di una complementarità e di una collaborazione tra la Nato e l’Unione europea. Lo stesso presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ne ha parlato nel suo intervento al summit. Al di là dei dubbi sulla ragion d’essere della stessa organizzazione militare, il pericolo è di mettere in crisi il tentativo di dare all’Europa una propria sovranità e una propria autonomia.

«Vorrei sottolineare – ha detto il premier agli altri capi di Stato e di governo – l’importanza cruciale che l’Italia presta al rafforzamento della cooperazione tra la Nato e l’Unione europea. Stiamo costruendo una Unione europea più forte anche nel campo della sicurezza e della difesa, nella ferma convinzione del positivo contributo basato sulla complementarità che l’architrave europeo può fornire per rafforzare ulteriormente la Nato. Vorrei sottolineare a tutti i nostri alleati non appartenenti alla UE che questo è ciò che inequivocabilmente intendiamo per autonomia strategica dell’Unione europea».

Chi sostiene la collaborazione tra le due istituzioni sottintende motivi culturali, politici e anche economici. Prima di tutto culturali. Il legame con gli Stati Uniti è storico e profondo. Ci uniscono lingua, cultura, per certi versi anche la gastronomia e molte usanze che l’America ha ereditato dai suoi immigrati o mantenuto dai suo ex coloni. Molti europei poi hanno vissuto, studiato o lavorato negli Stati Uniti, un paese per il quale provano ammirazione e gratitudine.

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Sul fronte politico, gli stessi promotori di una collaborazione atlantica sostengono che il mondo è diventato più incerto. Alcuni regimi più o meno autoritari – dalla Russia alla Cina fino alla Turchia – stanno gettando lo scompiglio sulla scena internazionale. Agli occhi italiani, il Mediterraneo e il Nord Africa sono drammaticamente in bilico. L’alleanza tra Bruxelles e Washington è ritenuta utile per  contrastare fenomeni che potrebbero mettere a repentaglio gli equilibri mondiali.

Infine, storicamente, la Nato e l’ombrello americano hanno permesso all’Europa di godere della protezione atlantica. Di converso, i paesi europei si sono potuti concentrare sul finanziamento di un generoso welfare state. Mentre gli Stati Uniti si occupavano della spesa militare, i paesi europei hanno finanziato un Vater Staat from craddle to grave, uno stato previdenza dalla culla alla tomba.

Nel contempo, tuttavia, come può l’organizzazione militare a guida americana essere compatibile con una Europa che persegue maggiore sovranità e una propria autonomia strategica? La domanda non è banale e si aggiunge a un dato di fatto: non tutti i paesi dell’Unione europea appartengono all’Alleanza atlantica. Mancano all’appello tra gli altri l’Irlanda e la Finlandia.

L’Alleanza atlantica è dominata da Washington, di gran lunga il maggior azionista tra i paesi membri. Nel 2020, gli Stati Uniti hanno dedicato alla spesa militare il 3,7% del loro prodotto interno lordo, rispetto a una media negli altri paesi membri dell’1,7%. Nell’ambito della Nato, gli Stati Uniti gestiscono sul territorio europeo basi militari, armi nucleari e forze armate. Conta 35mila soldati in Germania, 15mila in Italia, e 10mila nel Regno Unito.

Al di là della spesa militare, che dipende dai singoli paesi membri, gli Stati Uniti contribuiscono per il 16% al bilancio dell’organizzazione (circa 3 miliardi di dollari all’anno), quanto la Germania, ma assai meno della Francia o dell’Italia, che oscillano intorno al 10%.

In questo contesto, il confronto con l’Europa fa impallidire. La cooperazione in campo militare tra i Ventisette è appena iniziata, seriamente dal 2017; non esiste un esercito europeo. I più opportunisti potrebbero quindi sostenere che la cooperazione europea con la Nato è necessaria mentre prende forma la force de frappe europea: sia per godere di un ombrello militare, sia per assorbire competenze ed expertise.

Al tempo stesso, il rischio è che la cooperazione tra le due entità, associata all’iperpresenza americana sul continente, diventi un dannoso disincentivo a rendere l’Europa più sovrana e strategicamente più autonoma, tanto più che le stesse ragioni per cui la Nato è stata creata sono scomparse.

Una ultima considerazione. Secondo un sondaggio dello European Council on Foreign Relations (ECFR), solo il 20% degli europei ritiene che gli Stati Uniti siano “un alleato” che condivide con l’Europa “valori e interessi”. Il 44% considera che l’America sia “un partner necessario” con cui “cooperare da un punto di vista strategico” sulla scena internazionale.

(Nella foto messa a disposizione da Palazzo Chigi, il premier Mario Draghi, 73 anni, durante il vertice dell’Alleanza atlantica di lunedì 14 giugno 2021 a Bruxelles)

 

  • habsb |

    egr. dr. Romano

    è difficile condividere affermazioni come “le ragioni per cui la NATO è stata creata sono scomparse”. Sono invece sempre di bruciante attualità le ragioni per cui la NATO è stata creata, ossia la necessità di difendere dalla Russia l’Europa occidentale, molto più debole militarmente.
    Alla Russia si è poi aggiunto un avversario ancora più temibile, la Cina Popolare, che dopo aver invaso il Tibet, l’Uiguristan, creato governi fantoccio in Nepal, Hong Kong, Egitto etc ora minaccia la Cina democratica di Taiwan
    Che potrebbero fare, da sole, le modestissime forze europee di fronte ad un avversario determinato come la Cina che preoccupa militarmente perfino gli USA ?
    Vassallaggio e dure concessioni sarebbero l’unica alternativa alla distruzione.

    l’Europa ha già la sua sovranità e nessuno la mette in discussione. Non ha pero’ i mezzi militari ed economici per imporre la sua volontà ad altri paesi, come fanno USA, Cina e Russia. Lo provano fra l’altro le patetiche disavventure della Francia in terra d’Africa, dove si fa rimpiazzare sempre più da Russia e Cina.
    Senza contare che il Brexit priva l’Europa dell’importante contributo dei britannici.

    Quindi, lungi dal minimizzare l’importanza della NATO, come puo’ fare un Macron che solo nei suoi sogni reincarna il Generale De Gaulle, occorre invece rinsaldare sempre più l’alleanza, accettando come chiedeva giustamente Trump, di contribuire finanziariamente allo stesso livello degli USA. L’Europa della difesa esiste già, e si chiama Alleanza del Nord Atlantico. Costruire un doppione sarebbe oltre che oneroso, assai pericoloso perchè finiremmo per entrare in conflitto (su questo o quel teatro mondiale) con il comando alleato, mettendo in forse il nostro posto nell’alleanza. Un po’ come fa la Turchia che persegue una linea poco chiara e si fa non pochi nemici all’interno dell’Alleanza.

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