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Francia-Germania – La crisi allarga la forbice (e rende Parigi più europeista)

Per la prima volta forse in decenni, la Francia sembra pronta a dissociarsi dalla Germania a livello europeo. In anni recenti, Parigi si è sempre allineata con Berlino, anche quando aveva opinioni parzialmente divergenti. L’obiettivo era di essere il più fedele possibile al rapporto franco-tedesco, ma anche e forse soprattutto di godere della buona immagine tedesca sui mercati finanziari, rassicurando gli investitori.

La pandemia provocata dal virus Covid-19 sta scombussolando le carte e mettendo in mostra un atteggiamento diverso da parte della Francia nei confronti della Germania. Parigi è pronta ad affrontare Berlino sul suo terreno d’elezione: l’economia.

</span></figure></a> <em>French President Emmanuel Macron is seen as he addresses the nation about the coronavirus disease (COVID-19) outbreak, on television screens in Paris, France, April 13, 2020. REUTERS/Charles Platiau</em>
French President Emmanuel Macron is seen as he addresses the nation about the coronavirus disease (COVID-19) outbreak, on television screens in Paris, France, April 13, 2020. REUTERS/Charles Platiau

 

Mentre il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha proposto la nascita di un controverso fondo per il rilancio economico che si baserebbe su una parziale mutualizzazione dei debiti pubblici, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron vuole utilizzare la crisi per rilanciare il processo di integrazione.

In passato, ci saremmo aspettati a un certo punto che Parigi dopo avere rumoreggiato si sarebbe fatta convincere dal partner tedesco, deludendo altri paesi membri dell’Unione a cominciare dall’Italia. Questa volta Parigi sembra essere più combattiva tanto che le cose potrebbero svolgersi in modo diverso.

Nei quattro discorsi pronunciati dall’inizio della crisi sanitaria ed economica, il presidente Macron ha sottolineato l’importanza di rispondere all’emergenza con una maggiore integrazione europea.

C’è uno spirito europeista? Certamente. C’è l’inconfessabile desiderio di approfittare della pandemia per riformare l’Unione europea a immagine e somiglianza della Francia? Probabilmente anche. Più concretamente, però, la Francia – più della Germania – ha bisogno di maggiore integrazione europea e soprattutto di una nuova condivisione dei rischi, perché questa terribile crisi rischia di allargare la forbice tra i due paesi.

Non mi riferisco tanto al numero dei malati e dei morti, quanto alla situazione economica. E’ vero che nei due paesi, praticamente lo stesso numero di imprese sta godendo della cassa integrazione (732mila in chômage partiel in Francia e 725mila in Kurzarbeit in Germania). Tuttavia, mentre la Repubblica Federale può utilizzare il suo attivo di bilancio, il vicino francese è in deficit e vedrà il suo debito aumentare spaventosamente, dal 98,1 al 123,4% del PIL tra il 2019 e il 2020 (nella Repubblica Federale l’aumento sarà dal 58,8 al 77,8% del PIL, secondo le previsioni di UniCredit).

La differenza nella forza di reazione è evidente negli aiuti di Stato, permessi in via straordinaria dalla Commissione europea. La Germania ha annunciato programmi di spesa senza precedenti: il governo federale è pronto a garantire prestiti alle imprese per un totale di 500 miliardi di euro. Lo stesso programma francese vale 400 miliardi di euro. La sospensione provvisoria delle regole sugli aiuti di Stato rischia di premiare – una volta la crisi terminata – chi ha più margini di manovra (come spiegato in un precedente post a proposito dell’Italia).

C’è di più. La ripresa economica rischia di essere più lenta, più faticosa in Francia che in Germania, poiché il primo paese la sta affrontando con un tasso di disoccupazione quasi tre volte superiore a quello del suo vicino (8% rispetto al 3% tedesco). Le stesse previsioni del Fondo monetario internazionale parlano di un crollo dell’attività economica nel 2020 del 7,0% in Germania e del 7,2% in Francia; e di una ripresa nel 2021 del 5,2% in Germania e del 4,5% in Francia).

Se il ragionamento è giusto, oggi Parigi ha più motivi che in passato di lavorare ai fianchi il partner tedesco per ottenere una più profonda integrazione europea. Ne va dell’equilibrio dei poteri tra i due paesi e in fondo nella stessa zona euro.

(Nella foto Reuters, tratta da Internet, il presidente francese Emmanuel Macron, 43 anni, durante un suo recente intervento televisivo)

  • Fulvio |

    La Germania venne risparmiata dopo la 2 guerra mondiale perché tutti gli altri europei sarebbero stati per l’america alleati inutili. La situazione in Europa non è cambiata : un solo paese vive di vita propria

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