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Protestantesimo moderno – In Belgio i pastori possono essere gay

L’omosessualità è ormai questione dibattuta dalle religioni cristiane, e non solo. Mentre il Cattolicesimo rimane particolarmente rigido, il Protestantesimo dimostra maggiore apertura. Qualche mese fa, il Papa ha espresso insolita comprensione nei confronti degli omosessuali: “Chi sono io per giudicarli”, disse parlando alla stampa durante un viaggio di ritorno dal Sud America. 0000002531L-250x250-1400833819La Curia, tuttavia, è stata meno accondiscendente. Tra le altre cose, molti prelati hanno criticato i matrimoni tra omosessuali, ancora recentemente. L’Italia rimane uno dei pochi paesi in Europa a non consentire il matrimonio tra gay. Altri paesi sono più flessibili, così come altre religioni sono più aperte. In Belgio, la Chiesa protestante unita – la corrente luterana riformista – ha annunciato nei giorni scorsi che i propri pastori potranno essere omosessuali: “L’omosessualità non è un criterio per escludere i candidati al servizio pastorale”, si legge in un documento dell’assemblea sinodale. La scelta finale spetterà alla parrocchia locale. Il ramo evangelico del Protestantesimo belga ha reagito negativamente, notando che la scelta dei luterani riformisti “si smarca dal testo biblico”. Al tempo stesso, ha voluto però sottolineare che i protestanti evangelici in questo paese non sono assolutamente “conservatori e omofobi”. Il Belgio è un paese a stragrande maggioranza cattolica (i protestanti sono circa l’1% della popolazione, più o meno 145mila persone). A differenza dei sacerdoti cattolici, i pastori protestanti possono sposarsi e avere una famiglia. La scelta di consentire loro di essere omosessuali è per molti versi una conseguenza naturale. Nonostante il Belgio autorizzi i matrimoni tra gay fin dal 2003, la stessa Chiesa cattolica belga è assai meno moderna. Ancora negli anni scorsi in questo paese la Congregazione per l’educazione cattolica raccomandava di rifiutare l’ordinazione ai seminaristi che presentano “tendenze omoesessuali” o che sostengono la “cultura gay”. La presa di posizione è sorprendente. Soprattutto perché essendo vietato il matrimonio dei preti ed essendo previsto il voto di castità, la tendenza sessuale dei seminaristi non dovrebbe essere oggetto di linee-guida o di un controllo preventivo che dimostri due anni “senza sbandamenti”. Eppure, evidentemente, il problema si pone e viene affrontato con un atteggiamento di chiusura. Dinanzi ai cambiamenti della società, il Protestantesimo europeo si dimostra ancora una volta più adattabile (o moderno?) del Cattolicesimo romano. Qualche settimana fa, la Chiesa protestante francese ha deciso di autorizzare i propri pastori a sposare le coppie omosessuali. In Germania, paese di frontiera tra i cattolici del Sud e i protestanti del Nord, il matrimonio dei preti è argomento di acceso dibattito nel mondo cattolico. Alcune associazioni sacerdotali stanno dando battaglia da anni. Per ora senza risultati.

(Nella foto, il primo Re del Belgio, Leopoldo I. Nonostante quest’ultimo fosse protestante, la religione di Lutero è rimasta minoritaria in questo paese. Gli attuali sovrani sono cattolici)

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