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Lotta al traffico – In Belgio, si insegna ai bambini come si prende l’autobus

Nelle città tedesche, i comuni insegnano ai bambini fin dalla più giovane età a guidare la bicicletta nel traffico cittadino. Nelle città belghe, i comuni insegnano ai bambini a prendere l'autobus e a comportarsi correttamente sui mezzi pubblici. Nella provincia dell'Hainaut, la società pubblica dei trasporti regionali sta organizzando in questi giorni, mentre riaprono le scuole dopo le vacanze estive, speciali corsi di due ore per spiegare ai bambini e ai ragazzini come si prende un autobus, un tram o una metropolitana.

Traffico in un tunnel bruxelles
Troppo spesso, spiegava qualche giorno fa un dipendente della Société régionale wallonne du Transport alla radio belga RTBF, i bambini hanno la testa tra le nuvole e prendono il mezzo pubblico sbagliato, provocando angoscia a se stessi, e forse anche ai genitori. Il corso prevede una parte di teoria, una parte di pratica e anche esercizi ludici. La TEC (questo l'acronimo della società belga, che sta per Transport en Commun) insegna ai bambini come si usa un orario degli autobus, come si legge una cartina delle linee di tram, come e dove si aspetta l'arrivo del mezzo pubblico. Chi vuole scendere deve suonare il campanello per avvertire il guidatore per tempo. Si aspetta il mezzo sulla pensilina, e si fa segno all'autista se si vuole salire. E soprattutto nei trasporti pubblici non si mangia: "Immaginatevi di mangiare delle frites con della maionese – spiegava nel servizio della RTBF uno degli istruttori a un gruppo di bambini – e che l'autista dell'autobus deve improvvisamente frenare. Rischiate di macchiare il vestito del vostro vicino…!".


In Germania, a insegnare ai bambini a guidare la bicicletta è la polizia. Capita spesso di vedere per strada file di bambini vestiti di un gilet arancione seguire compitamente gli ordini di un poliziotto. Il corso termina con un esame e un diploma, di cui i più giovani vanno con ragione fieri. L'obiettivo è di dare loro le basi per scongiurare incidenti ed evitare che siano un pericolo per gli altri utenti della strada. In Belgio, uno dei motivi per cui si insegna ai più giovani come si usano i mezzi pubblici è il traffico, annoso problema di molte città. Proprio in questi giorni, sulla base di dati satellitari, l'organizzazione americana Inrix ha stilato una lista delle città più congestionate d'Europa. Secondo i resonconti della stampa belga, Bruxelles è in testa: in media un automobilista rimane bloccato nel traffico per 84,5 ore all'anno. Segue Anversa con 76,7 ore. Nel paese, la media è di 59,7 ore. Tra le 25 città più congestionate d'Europa ci sono anche Gand e Charleroi (quest'ultima appunto nella regione dell'Hainaut). Chi ha abitato a Bruxelles negli anni 80 è colpito da quanto il traffico sia peggiorato nella capitale belga. I motivi sono numerosi. Al di là di infrastrutture invecchiate e di un aumento delle macchine, dovuto anche al proliferare di auto aziendali, c'è da dire prima di tutto che il paese è piccolo e che la densità della popolazione è di 342 abitanti per chilometro quadrato (in Italia è di 198, in Francia di 102, in Spagna di 86). Le grandi città attraggono migliaia di pendolari ogni giorno. Inoltre, il Belgio è un crocevia tra il Nord e il Sud dell'Europa, spesso l'inevitabile luogo di passaggio per raggiungere il porto di Rotterdam o i mercati francese, italiano o tedesco. Infine, in alcuni casi l'offerta di trasporto pubblico lascia a desiderare. Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
(OCSE), il traffico costa ogni anno all'economia belga l'1-2% del
prodotto interno lordo. Dietro alla scelta della TEC di insegnare ai bambini come usare i mezzi pubblici, c'è un certo senso civico, ma anche il tentativo di migliorare l'immagine del trasporto pubblico e trasferire su autobus e tram la circolazione su auto. Potrebbe rivelarsi un esempio per altri paesi.

 

(Nella foto, un ingorgo in un tunnel di Bruxelles)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

  • LUCATRAMIL |

    In Italia dei veri esperti in TPL dovrebbero fare questi corsi agli assessori al traffico/TPL e poi alla gente. manca la cultura del TPL: esempi? I titoli dei giornali sempre contro il TPL in caso di incidenti, anche se bus o tram subiscono il traffico; l’incidente di Venezia che ha visto voci levarsi contro i vaporetti anzichè contro la congerie di mezzi privati in acqua; Milano, con un ex assessore che diceva (serio!) che i tram ostacolano le auto (ma, nel mondo, si pensa l’opposto, tant’è che da anni si impiantano nuove linee di tram, anche nelle città d’Australia, che non a caso sono in cima al benessere) e l’assessore attuale mantiene l’assurdo distanziamento tra tram e continua ad eliminare linee elettriche a favore di bus a gasolio; linee preferenziali senza semafori asserviti, scarsa integrazione tariffaria, scarsa nozione della “gerarchia” dei tipi di mezzi di trasporto in base ai flussi (molti vogliono solo il metrò per lasciar spazio alle auto) ecc. ecc.

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