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Nelle case tedesche entra la pasta – 30/03/10

FRANCOFORTE – Il mercato della pasta in un paese come la Germania è ritenuto tendenzialmente maturo. Ma non per questo è immutabile. Nel 2009 il pastificio De Cecco ha aperto una filiale nella Repubblica Federale, per approfittare di una domanda che nel corso dei decenni è cambiata radicalmente. Le vendite della società abruzzese sono salite in volume del 7% l'anno scorso e potrebbero aumentare del 25-28% nel 2010.



«C'era un tempo quando i tedeschi mangiavano la pasta solo al ristorante – spiega Gunter Willaert, responsabile per l'export alla De Cecco di Pescara – Oggi non è più così: ormai i tedeschi cucinano la pasta a casa e sanno che deve essere cotta al punto giusto. Noi abbiamo deciso di cogliere questa tendenza e da qualche mese vendiamo sempre di più la nostra produzione anche nei supermercati, non più solo ai grossisti della ristorazione».
Il cambiamento sociale e culturale è interessante. Vi hanno contribuito i viaggi di molti tedeschi in Italia, la pubblicità in televisione, la presenza di un'estesa comunità italiana e più in generale un'Europa sempre più piccola e integrata. De Cecco è presente nella Repubblica Federale da alcuni decenni con accordi distributivi. Ma solo nel 2009 ha aperto una propria filiale composta da tre persone a Düsseldorf.
La filiale tedesca giunge dopo che nel corso dei decenni la società ha aperto uffici negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia. De Cecco esporta in cento paesi del mondo il 40% della sua produzione. In Germania il fatturato è stato nel 2009 di 10 milioni di euro. Il paese è il quarto mercato del pastificio abruzzese, esclusa l'Italia. Attualmente De Cecco ha una quota in volume dell' 1,2% con l'obiettivo di raddoppiarla entro il 2012.
L'esperienza dell'azienda abruzzese mostra come i mercati cambino nel tempo e possano rivelare nuove e imprevedibili opportunità. E dire che a cavalcare il grande mercato tedesco per la De Cecco è un belga di 40 anni che si dice «innamorato dell'Italia». Sorride Willaert: «Nello stesso modo in cui non si deve bere una birra belga in un bicchiere di plastica, i tedeschi hanno capito che la pasta non può essere stracotta e deve essere al dente. E noi siamo lì per soddisfarli ».
B.R.