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Ipoteca tedesca sugli appalti brasiliani – 23/03/10

FRANCOFORTE – Il mondo si prepara ad assistere ai prossimi campionati mondiali di calcio, che si svolgeranno fra appena tre mesi in Sudafrica. La Germania invece guarda già a quelli del 2014 in Brasile. Un recente viaggio del ministro degli Esteri Guido Westerwelle è stata l'occasione per l'establishment tedesco di rafforzare il rapporto con il paese sudamericano e spianare la strada alle grandi imprese nazionali.



Dal 6 al 13 marzo, Westerwelle ha visitato insieme a un gruppo di imprenditori quattro paesi latinoamericani: Brasile, Cile, Uruguay e Argentina. Sul fronte interno il ministro è stato accusato di nepotismo, tenuto conto della presenza di esponenti vicini alla sua famiglia nei viaggi all'estero.Ma come faceva notare nei giorni scorsi Die Welt, «in America Latina la Germania ha comunque fatto politica estera».
In Brasile, Westerwelle si è recato a Rio, San Paolo e Brasilia. Il ministro ha discusso del tentativo comune di avere un seggio permanente all'Onu, ma anche di collaborazione economica. Negli ultimi dieci anni l'interscambio è più che raddoppiato a 18 miliardi di euro. Lo sguardo delle imprese tedesche corre ai Campionati di calcio del 2014 e ai Giochi olimpici del 2016, come dimostra l'accordo tra enti imprenditoriali intitolato WinWin 2014/2016.
In questo contesto, l'associazione tedesca Bdi ha creato al proprio interno un Brazil Board, un gruppo di lavoro dedicato alle relazioni con il paese sudamericano e presieduto da Stefan Zoller, un dirigente di Eads, che ha seguito il ministro degli Esteri nel suo recente viaggio, difendendone l'operato: «Abbiamo creato una piattaforma internet dove le società tedesche possono informarsi sulle diverse gare pubbliche e ricevere informazioni su come partecipare », ha detto di recente.
Nei prossimi due decenni il paese sudamericano sarà «il più grande cantiere edile del mondo» assicura l'ente tedesco per il commercio con l'estero, il Germany Trade & Investment. Il Brasile ha retto meglio di altri alla crisi del 2008-2009. Grazie a una politica accorta, il grande paese sudamericano è riuscito a smentire anche i più pessimisti: nessuna recessione, solo una stagnazione (con il Pil in calo di appena lo 0,2%).
In Brasile lavorano attualmente 1.200 imprese tedesche con oltre 250mila dipendenti. La presenza è radicata, facilitata per molti versi dall'immigrazione tedesca tra fine Ottocento e inizio Novecento. In alcune cittadine degli stati del Paraná o di Santa Catarina, come a Blumenau o a Pomerode, una parte della popolazione continua a parlare tedesco. La Camera di commercio e industria tedesco-brasiliana ha 13 sedi nel paese sudamericano.
Proprio quest'ultima organizzazione ha pubblicato di recente un rapporto tutto rivolto alle imprese tedesche: calcola che oltre 2.000 miliardi di euro verranno investiti in circa 900 progetti infrastrutturali da qui al 2030. L'85% degli investimenti andrà nei settori dell'energia e della logistica. I campionati mondiali di calcio, che si svolgeranno in 12 città del paese, sono solo un tassello di un mosaico più grande.
Westerwelle spera che la Germania avrà «un ruolo chiave» nella modernizzazione di un paese con 200 milioni di abitanti, riserve valutarie per circa 230 miliardi di dollari e un attivo primario di bilancio del 2% del Pil nel 2009. «Crediamo che i progetti più importanti andranno alle società brasiliane – ha ammesso Bodo Liesenfeld, presidente dell'associazione che raggruppa le aziende tedesche attive in America Latina – ma noi possiamo essere importanti fornitori».
Nella costruzione di uno stadio, per esempio, il 70% dell'investimento in media va ai fornitori. I grandi gruppi tedeschi guardano alla ristrutturazione di strade e aeroporti, alla realizzazione di alberghi, alla nascita di una linea ferroviaria ad alta velocità tra Rio e San Paolo di 400 chilometri. «Le manifestazioni sportive – ha notato Liesenfeld – si terranno nel 2014 e nel 2016, ma molte decisioni saranno prese quest'anno. I tempi stringono».
B.R.