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Protezionismo? Quando Parigi e Berlino litigano (anche) sui treni

La notizia sembra per molti versi banale, ma dà la misura dei rapporti franco-tedeschi e dello spirito europeista in questi tempi di crisi. Nei giorni scorsi la società ferroviaria tedesca ha criticato aspramente la sua controparte francese, accusando la SNCF di proteggere il suo mercato interno e di non permettere alla Deutsche Bahn di mettere radice in Francia. Il presidente del gruppo tedesco, Hartmut Mehdorn, ha scritto una lettera al suo omologo Guillaume Pepy definita da Le Monde "poco cordiale". Il tutto naturalmente alla vigilia dell’apertura alla libera concorrenza del mercato ferroviario nel 2010.

Nicolas_sarkozy_e_angela_merkel
C’è chi spiega che lo scontro sarebbe stato provocato da Parigi quando Pepy ha fatto notare che nel 2008, in ben 200 circostanze, i TGV francesi hanno dovuto sostituire gli ICE tedeschi sulla tratta Parigi-Francoforte a causa di difetti tecnici. In realtà, poco importa: il rapporto franco-tedesco soffre, come d’altronde si è visto in questi mesi di presidenza francese dell’Unione. Due giorni fa il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha salutato l’azione "coraggiosa" della Francia in questi ultimi sei mesi di crisi economica e finanziaria. Il messaggio nascondeva non poche irritazioni.

Al cancelliere Angela Merkel non piaciono il carattere troppo esuberante del presidente Nicolas Sarkozy, gli incontri a due franco-inglesi, le pressioni per nuove misure a favore dell’economia, le critiche per una politica economica tedesca poco coraggiosa (la vignetta a fianco è stata pubblicata da The Economist). Nell’ultimo decennio, da quando Helmut Kohl e François Mitterrand non sono più al potere, questi screzi tra Germania e Francia non sono nuovi e naturalmente non aiutano il processo di integrazione europea. La differenza rispetto al passato però è che la situazione finanziaria ed economica è delicatissima. Lo scontro tra le due società ferroviarie nasconde una vena protezionista tra i Paesi europei che sarebbe deleteria, soprattutto se dovesse moltiplicarsi nel continente. La scelta di Sarkozy di nominare Sottosegretario agli Affari Europei un germanista, Bruno Le Maire, è positiva; ma basterà a ridare slancio a una sprachlose Freundschaft, un’amicizia senza lingua nella quale pochi tedeschi parlano francese e pochi francesi parlano tedesco? Nel frattempo, con tutti i suoi limiti strutturali, il rapporto italo-tedesco si sta consolidando. Simbolica per certi versi è l’assegnazione quest’anno del Premio Carlomagno, uno dei più noti riconoscimenti pubblici tedeschi, a un esponente della società civile italiana: Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

  • Beda Romano |

    Eccome! Tanti auguri di buon anno anche a Lei.
    Grazie
    B.R.

  • danilo72 |

    Off topic
    Ma i precisini tedeschi fanno gli auguri di buon anno?
    Prima che scada quello vecchio intendo.
    Buon 2009

  • gae |

    meglio che lufthansalitalia..

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