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I tedeschi con un “salario basso” sono 6,5 milioni

Per decenni i tedeschi hanno potuto affermare che la distribuzione del reddito nella ricca Germania era  giusta ed equilibrata. Questa sicurezza, in parte radicata nel miracolo economico degli anni 50 e 60, sta

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venendo meno. Uno studio messo a punto dall’istituto IAQ (Institut Arbeit und Qualifikation) ha spiegato nei giorni scorsi che ormai il 22% dei tedeschi occupati–6,5 milioni di persone–guadagna meno di due terzi del salario mediano (a fianco la foto tratta da Internet di una manifestazione contro i salari bassi). Addirittura, sarebbero due milioni coloro con salari estremamente bassi. In 10 anni, ha spiegato il direttore del centro di ricerca dell’Università di Duisburg-Essen Gerhard Bosch, la percentuale di tedeschi con "salari bassi" è passata dal 15 al 22% degli occupati. "Non ci aspettavamo per la Germania risultati così negativi", ha ammesso il ricercatore. Il dato è sorprendente, soprattutto se messo a confronto con quello di altri Paesi: nella fascia dei salari bassi sono il 25% degli americani, il 21,7% dei inglesi, il 17,6% degli olandesi, l’11,1% dei francesi e l’8,5% dei danesi.

Le cifre confermano per molti versi l’impressione di un assottigliamento della classe media nella Repubblica federale (si veda il post del 5 marzo 2008). Gli studiosi attribuiscono il fenomeno alla crescente concorrenza salariale, alle riforme del mercato del lavoro volute dal cancelliere Gerhard Schroeder che ha abolito molti aiuti del welfare state, alla moderazione degli stipendi nella prima metà del decennio. Le cifre hanno scatenato un dibattito tra economisti: c’è chi si aspetta una crescita dei "salari bassi", chi invece già nota una loro riduzione, complice la disoccupazione in calo. A 18 mesi dalle prossime elezioni federali questi dati contribuiranno certamente al dibattito politico-economico: si capisce come la sinistra radicale di Die Linke possa avere nei sondaggi il 13% delle intenzioni di voto. Già oggi i due grandi partiti popolari, i democristiani e i socialdemocratici, stanno valutando se introdurre un salario minimo. Il governo del cancelliere Angela Merkel poi sta lavorando a un progetto di legge per consentire ai dipendenti di partecipare agli utili delle imprese. In questo contesto, è importante soprattutto facilitare la mobilità sociale che nonostante tutto negli ultimi decenni in Europa è stata spesso troppo rigida.