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CDU-CSU, convergenze parallele – 16/04/08

FRANCOFORTE – Uno dei maggiori partiti territoriali in Europa è l’Unione cristiano-sociale bavarese (Csu). Il movimento ha con l’Unione cristiano-democratica (Cdu) un rapporto politico-geografico molto più organico ma non troppo dissimile da quello che, nei fatti almeno, si sta instaurando tra il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi.

In Germania, la Csu è il braccio bavarese della Cdu. In questo senso, il partito guidato oggi dal 61enne Erwin Huber, non è un movimento meramente regionale o locale, come peraltro ve ne sono molti in Germania: siede al Bundestag fin dal 1949 grazie a un accordo di desistenza con la sorella maggiore, la Cdu appunto.
I due partiti hanno quindi una divisione dei ruoli ben precisa. La Csu è presente solamente in Baviera e totalmente assente dal resto  del Paese. Viceversa, la Cdu non ha alcun ruolo nel Freistaat, e si concentra quindi sugli altri 15 Länder tedeschi. I due movimenti  politici, nati ambedue alla fine della Seconda guerra mondiale, hanno apparati distinti.
A livello locale e regionale i due partiti sono indipendenti l’uno dall’altro. Solo a livello federale si riuniscono nel Bundestag per formare un gruppo parlamentare unico, sempre guidato da un esponente della Cdu, la "sorella maggiore". Insieme i due partiti hanno attualmente al Bundestag 223 deputati, di cui 46 cristiano-sociali.
La Baviera conta 12 milioni di abitanti ed è il più esteso Land tedesco (grande quanto Lombardia,  Veneto e Piemonte insieme). I cristiano-sociali ne dominano la politica dalla fine della Seconda guerra mondiale: alle ultime elezioni regionali, il partito ha strappato il 60,7%  dei voti. La Csu è radicata nelle campagne e nelle cittadine, mentre Norimberga e Monaco sono socialdemocratiche.
La presenza di un partito regionale con un ruolo federale dipende dalle specificità bavaresi. In una regione orgogliosa delle proprie tradizioni e della propria Storia, cattolica e tradizionalista, e nella quale molti si rivolgono all’erede dei Wittelsbach con il titolo di "Sua Altezza Reale", la forza della Csu è nell’ordine delle cose.
I due partiti si presentano alle elezioni nazionali con un candidato  unico e un programma approvato in anticipo. Eppure non mancano le  divergenze tra Cdu e Csu. In un libro del 1998, From Bonn to Berlin, due professori americani, Lewis Edinger e Brigitte Nacos, spiegano che tra i due movimenti politici corre la stessa differenza che negli Stati Uniti emerge netta  tra i Repubblicani più moderati e quelli più conservatori.
Nel dopoguerra il confronto tra le due anime della democrazia cristiana tedesca è stato evidente: le tensioni tra i leader dei due partiti – quelle tra Konrad Adenauer e Hans Ehard negli anni 50 e 60, o tra Helmut Kohl e Franz Josef Strauss negli anni ’70 e ’80 o ancora più recentemente tra Angela Merkel e Edmund Stoiber –hanno fatto la storia della Germania.
Peraltro, la scelta del candidato premier non è sempre facile, ed è il risultato di vari compromessi spesso imbarazzanti. In due occasioni, Cdu e Csu hanno deciso di presentarsi al voto guidati da un esponente cristiano-sociale:  nel 1980 con Franz Josef Strauss e nel 2002 con Edmund Stoiber. Nei due casi i democristiani hanno perso.
Finora la Germania del Nord non è stata pronta a votare per un bavarese, tedesco troppo atipico. Lo stesso Strauss, sanguigno premier della regione, è stato venerato in Baviera e avversato nel resto del Paese. Si racconta che un giorno a New York perse portafoglio e passaporto durante un incontro con una prostituta: la vicenda fece inorridire la Repubblica federale, ma nelle birrerie della sua regione l’avventura gli fece fare un balzo di popolarità.
B.R.