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Pochi figli in Germania – La colpa? Forse degli uomini

La_piramide_demografica_in_germania
L’aumento è piccolo, ma nonostante tutto significativo. Il tasso di natalità in Germania è salito nel 2007 ai massimi degli ultimi 17 anni, toccando il livello di 1,4 bambini per donna, ha detto questa settimana il ministro per la Famiglia Ursula von der Leyen. Era di 1,33 nel 2006. La Germania–come altri Paesi in Europa (a cominciare dall’Italia)–soffre di un graduale invecchiamento della popolazione e di un calo evidente del numero di bambini (il grafico a fianco è tratto dal sito dell’Ufficio federale di statistica). Il Governo di Grande Coalizione guidato dal cancelliere Angela Merkel ha fatto molto in questi anni per tentare di invertire la tendenza: costruendo asili-nido, aumentando gli aiuti finanziari alle famiglie con figli, permettendo ai padri (e non solo alle madri) di ottenere permessi parentali. La strada è ancora lunga, anche perché gli uomini tedeschi sembrano rifiutare il ruolo di padre.

Secondo uno studio della Fondazione Bertelsmann, il 35% degli uomini con meno di 45 anni in Germania non ha bambini. Solo il 50% di questi è pronto a immaginare la propria vita con dei figli. L’altra metà è convinta di poter rimanere felice anche senza prole. Uno studio più completo verrà pubblicato in autunno. Nel frattempo sono emerse le prime conclusioni. Secondo gli studiosi della Fondazione Bertelsmann citati dal quotidiano Die Welt gli uomini tedeschi crescono pensando che l’educazione dei più giovani sia un compito esclusivamente femminile. Hanno abbandonato il ruolo del capo-famiglia alla donna che ormai riesce meglio di loro a gestire casa e lavoro. Nella vita di molti uomini, poi, la carriera professionale conta più della vita famigliare e la voglia di libertà ha preso il sopravvento sul desiderio di formare una famiglia. Forse è per questo che secondo un sondaggio il 29% delle donne tedesche senza figli attribuisce la loro condizione al fatto di non aver trovato un compagno disposto ad avere e ad allevare bambini. Lo stesso vale per l’Italia?

  • Germanynews |

    Sono contento che ne abbia parlato! Ne ho discusso anche io nell’ultima puntata della mia radio rubrica con il corrispondente di Avvenire…

  • Chiara Nicolodi |

    sono contenta di leggere che anche i tedeschi sono, in fondo, come gli italiani, cioè europei!
    frequento da anni la Baviera, regione agricola e prolifica della germani…e pensavo che tutta la germania fosse così, ma il nord ed il sud esiste (ebbene si!) anche da loro.
    per quanto riguarda la questione “essere padri” non so cosa dire, secondo me il problema è più ampio: è “essere famiglia” oggi (e non in senso cattolico o reazionario), ovvero essere coppia con figli; io penso, ma è solo un parere personale, che non sia un problema solo economico, ma anche di cultura, e edonismo e narcisismo accentuato, di educazione che i “nostri padri” ci hanno trasmesso, ovvero “goditela finchè puoi”!!!
    e questo vale per la germania, per l’italia, e per qualisasi altra nazione che si porta ancora dietro una lunga e triste eredità di sofferenza e di fame….in fondo la seconda guerra mondiale non è così lontana!
    Chiara

  • Andrea Vanzetto |

    Alla domanda potrebbero/dovrebbero rispondere le donne italiane. Guardandomi intorno, a me sembra che da noi la tendenza a ‘soddisfare’ sé stessi lasciando poco o nessuno spazio all’idea di avere figli sia trasversale ai due sessi. Gli elementi mi sembrano comunque simili (carriera vs. famiglia, ‘libertà’, crisi dei ruoli, etc.) Sarebbe poi interessante vedere, nello studio completo, l’influsso educativo dei genitori (specie le madri) su coloro che hanno partecipato allo studio. Che immagine infatti i maschi tedeschi hanno di sé stessi e delle loro potenziali partner? Da noi il detto che ‘le donne sono tutte ‘professioniste’ tranne mamma e sorella’ trova conferma nella ‘campagna’ anti-femmine’ fatta dalle madri e sorelle. Mi sono sempre chiesto quanto questa ‘guerra’ interna al sesso femminile sia causa dei problemi di rapporti tra i sessi e mi chiedo se questo non succeda, magari in forme diverse, anche in Germania…

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