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Nel Belgio in crisi nasce la più grande chiusa del mondo

Del Belgio in queste settimane sembra si possa solo parlare con preoccupazione, se non addirittura irritazione. Attentati terroristici, scioperi nelle stazioni, agitazioni nelle prigioni, disorganizzazione perenne, tensioni comunitarie: la cronaca è stata ricca di episodi criticabili e criticati.

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Oggi, sperabilmente, il paese potrà guardarsi negli occhi con maggiore fiducia. Verrà inaugurata ad Anversa alla presenza di Re Filippo la più grande chiusa al mondo, con l’obiettivo di adattare il grande porto fiammingo dei pittori Rubens o van Dyck alla navigazione marittima del XXI secolo. Costruita sulla riva sinistra del fiume Schelda, la nuova opera infrastrutturale di Deurganckdok ha dimensioni notevoli: lunga 500 metri e larga 68, ha una profondità di 17,80 metri. Finora la chiusa più grande al mondo, sempre belga e sempre ad Anversa, aveva una profondità di 13,58 metri. La differenza è notevole: permetterà al porto di Anversa di ospitare le navi più grandi al mondo, continuando a fare concorrenza a Rotterdam.  Nel concreto, l’obiettivo della chiusa è di permettere alle navi da passare da un fiume che ha livelli dell’acqua variabili a un bacino che invece ha livelli dell’acqua stabili. In questa regione del Nord Europa, la differenza tra le maree è di 5-7 metri. Può accadere a un bagnante sulle spiagge di Ostenda di assistere alla salita della marea in pochissimi minuti. E’ facile che chi si addormenta sulla sabbia venga rapidamente sommerso dalle (fredde) onde del Mare del Nord. La grande opera infrastrutturale è costata 400 milioni di euro (rispetto ai 340 milioni previsti), di cui 160 milioni sono giunti dalla Banca europea degli investimenti (BEI) e 5 milioni dall’Unione europea. Il resto è stato finanziato dal governo fiammingo, le autorità portuali e una banca belga, la KBC. I lavori sono durati 53 mesi, meno di cinque anni. Anversa è l’undicesimo porto a livello mondiale, il secondo in Europa dopo Rotterdam. Nel 2015, il traffico è stato di 199mila tonnellate. Nel 1995, il porto gestiva 50-60 containers ogni ora. Oggi carica o scarica fino a 150 containers all’ora. Per finire, una ultima annotazione, quasi un aneddoto: la prima nave a utilizzare la chiusa questo pomeriggio dovrebbe essere un bastimento della società italiana Gruppo Grimaldi.

(Nella foto, una immagine al computer della nuova chiusa di Anversa)

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