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La catastrofe giapponese e le sue (inattese) conseguenze berlinesi

Per il cancelliere democristiano Angela Merkel la catastrofe giapponese non poteva cadere in un momento politicamente più delicato. Questo pomeriggio il capo del governo ha deciso di congelare – temporaneamente, per tre mesi - la recente decisione di allungare la vita delle centrali nucleari tedesche. La scelta è legata prima di tutto al desiderio di controllare la sicurezza degli impianti nazionali, sulla scia del grave incidente atomico in Giappone. Ma è probabile che il cancelliere sia stato influenzato anche dalle prossime elezioni nel Baden-Württemberg, il grande e ricco Land della Germania meridionale così importante per i futuri equilibri politici del governo federale.

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Il tentativo della signora Merkel è prima di tutto di rispondere alle crescenti preoccupazioni dei tedeschi. Nel 2001 l'allora governo socialdemocratico-verde di Gerhard Schroeder aveva stabilito che le centrali atomiche del paese sarebbero state chiuse entro il 2020. Tornati al potere nel 2009 con gli alleati liberali, i democristiani avevano modificato la decisione, rinviando la chiusura di circa 10 anni, nonostante l'opposizione di una parte consistente dell'opinione pubblica. I tre mesi di sospensione dell'allungamento della vita delle centrali nucleari tedesche dovrebbero servire per effettuare nuovi controlli di sicurezza e potrebbero comportare la chiusura immediata di almeno due impianti. Serviranno anche a scavalcare il voto del 27 marzo nel Baden-Württemberg?, come si chiedevano oggi i più sospettosi. Non solo questo Land ospita quattro centrali nucleari sulle diciassette presenti sul territorio tedesco, ma ha avuto sempre una forte tradizione ambientalista fin dalle prime manifestazioni ecologiste degli anni Settanta. Secondo gli ultimi sondaggi, i Verdi raccolgono in questa regione il 20% delle intenzioni di voto.

Il partito democristiano del cancelliere è al governo a Stoccarda dal 1953. Gli studi demoscopici lasciano intendere che questa volta potrebbe perdere il controllo della regione a favore di un’alleanza socialdemocratica-verde. Già prima della catastrofe giapponese, gli ecologisti erano cresciuti nei sondaggi, anche per via di un criticato progetto di ristrutturazione dello scalo ferroviario di Stoccarda (Stuttgart 21). Le minacce di una catastrofe nucleare in Giappone hanno subito rafforzato la mano dei socialdemocratici e dei verdi, a tutto danno dei democristiani e dei liberali. All'improvviso, questo fine settimana, la strategia nucleare del governo è quindi apparsa agli occhi della signora Merkel quasi più pericolosa politicamente di un costoso compromesso europeo per salvare i paesi in crisi debitoria. Una sconfitta della coalizione CDU-FDP nel Baden-Württemberg sarebbe disastrosa. Non solo accentuerebbe la posizione di minoranza del governo federale al Bundesrat, la Camera delle regioni, ma penalizzerebbe la stessa immagine della signora Merkel. Con la sua decisione di oggi, il cancelliere tenta quindi di quadrare il cerchio. Vuole lanciare un messaggio rapido e rassicurante ai tedeschi più preoccupati dai rischi provocati dall'energia atomica, senza per questo abbandonare per sempre il nucleare (che fornisce tuttora il 22% della produzione di elettricità in Germania) e dare l'impressione al suo elettorato più fedele di avere fatto un imbarazzante voltafaccia.

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(Nella foto, presa col cellulare, Angela Merkel in diretta da Berlino sulla rete N-TV)

  • Der Pilger |

    Cucu’ Angela! Fino a ieri tiravi dritto sul nucleare e oggi ti rendi conto che alcune centrali andrebbero controllate e che insomma il nucleare non e’ quella grande idea, soprattutto se i tedeschi (e anche qualche immigrato) si ricordano di cosa succede nella miniera di Asse…
    Al di la’ delle beghe elettorali il programma della germania e quindi di Cucu’ Merkel di ribaltare le proporzioni della produzione energetica e di avere il 60-70% di energie rinnovabili entro il 2050 mi sembra ragionevole anche se potrebbe essere un po’ piu’ coraggioso.

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