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Il “ritorno” della Grecia in Europa – Le sponde sono la cultura e l’Italia

Per celebrare il semestre di presidenza dell'Unione appena iniziato, il governo greco ha organizzato ieri sera qui a Bruxelles un bel concerto di musica classica con brani di Jean-Baptiste Lully, Antonio Vivaldi, Christoph Willibald von Gluck e Giovanni Paisiello, tutti dedicati all'antica Grecia. Il tutto si è svolto nella sala art nouveau del Bozar, il centro culturale costruito da Victor Horta. All'inizio del programma le celebrazioni stavano per volgere al peggio quando alcuni presenti, da un loggione, hanno appeso un lenzuolo e iniziato a gridare slogan contro la politica economica della Troika e del primo ministro Antonis Samaras.

Bozar
La manifestazione è durata poco, accolta dalle vivaci proteste del pubblico. I dimostranti si sono ritirati in buon ordine. Evidentemente, neppure loro volevano rovinare il concerto organizzato in onore della Grecia e che ha visto in scena le cantanti d'opera Margariti Myrsini, Mary-Ellen Nesi e Irini Karaianni. D'altro canto è chiaro che il governo greco vuole utilizzare il semestre di presidenza per migliorare la propria immagine in Europa, segnare una svolta dopo sei anni di recessione e 240 miliardi di euro di aiuti internazionali. La cultura è certamente uno strumento che il paese intende utilizzare a questo fine. Il governo ha organizzato in giro per il mondo, in Europa e America, una serie di mostre dedicate al tesoro archeologico greco. La settimana scorsa, incontrando un gruppo di giornalisti bruxellesi, il ministro della Cultura Panos Panagiotopoulos ha parlato di "diplomazia culturale". Nel celebrare ad Atene all'inizio del mese il semestre europeo, il governo greco aveva anche in quella occasione puntato sulla musica, chiedendo a Maria Farantouri di cantare alcune struggenti melodie greche. L'artista, che oggi ha 66 anni, ha un ruolo particolare nella storia del paese. È agli occhi di molti greci il simbolo della lotta contro la dittatura militare degli anni 60 e 70.


Scegliendola per le celebrazioni ateniesi di inizio semestre, a cui hanno partecipato anche i presidenti della Commissione europea José Manuel Barroso e del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il governo ha voluto lanciare un messaggio di orgoglio e di impegno ai greci e agli europei. La Grecia vuole sensibilizzare i paesi del Nord Europa, ricordando la ricchezza culturale del paese. Ciò non significa che voglia ignorare o prendere sotto-gamba i suoi impegni istituzionali. Anzi. Il governo Samaras ha deciso di presiedere l'Unione collaborando in modo particolare con lo stato che prenderà il testimone a metà anno, l'Italia. I due paesi hanno obiettivi, sensibilità, culture simili (a cominciare naturalmente dalle radici classiche). Al di là del futuro politico dell'Europa – su cui né Atene né Roma sembrano avere le idee particolarmente chiare – Grecia e Italia vogliono promuovere alcuni dossiers concreti: in primo luogo la questione dell'immigrazione illegale e il futuro dell'unione bancaria, ma anche per esempio la questione dell'etichettatura dei prodotti industriali. I due paesi poi dovranno gestire un momento di transizione: la tenuta di nuove elezioni europee in maggio e la nascita di una nuova Commissione in novembre. Ai due paesi la collaborazione conviene. Da un lato la Grecia in un momento di debolezza può appoggiarsi a un vicino più grande nel gestire i lavori del Consiglio europeo. Dall'altro, cavalcando il semestre greco, l'Italia può fare in modo che il suo periodo di presidenza sia più efficace. L'unico neo è che la strategia richiede organizzazione e costanza, due qualità che greci e italiani non sempre dimostrano.

 

(Nella foto, effettuata con il telefono cellulare, un momento della manifestazione ieri sera al Bozar di Bruxelles)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook