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La vita di Stauffenberg, il passato di Guttenberg e la Storia tedesca

È uscito da qualche settimana in Germania e in Italia un film sul fallito attentato ad Adolf Hitler del 20 luglio 1944. È intitolato "Operazione Valchiria" e a interpretare il personaggio principale, il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, è Tom Cruise (nella foto).

Cruise-Stauffenberg
La storia è nota: Stauffenberg insieme a un gruppo di ufficiali decide di uccidere Hitler durante una riunione con gli alti gerarchi dell'esercito in Prussia Orientale, nella Wolfsschanze, "la tana del lupo". L'attentato fallisce e i cospiratori sono condannati a morte l'indomani, fucilati a Berlino. Il film è riuscito. Alcuni recensori hanno criticato il marchio hollywoodiano; alcuni storici hanno puntato il dito contro possibili imprecisioni, ma nell'insieme la storia è appassionante e il ritmo veloce. Non è il primo film tratto dalla vicenda. La televisione tedesca trasmise uno sceneggiato nel 2004, mentre già negli anni 50 ci fu un film sull'Operazione Valchiria, nome in codice del tentativo di attentato. Al di là degli aspetti puramente cinematografici, Stauffenberg, morto all'età di 37 anni, è ormai ritenuto un simbolo della Germania moderna, di quel Paese che vuole ricordare la resistenza al Terzo Reich.
Karl-Theodor von und zu Guttenberg
Così non era subito dopo il conflitto, se è vero che nell'immediato dopoguerra i tedeschi ebbero reazioni contrastanti nei confronti di Das andere Deutschland, dell'altra Germania, quella che aveva avuto il coraggio di opporsi a Hitler.

In un primo momento i resistenti o gli esiliati furono accusati da moltissimi tedeschi di essere dei traditori della patria. Addirittura in un sondaggio del 1956 oltre il 50% degli interpellati diceva di considerare negativamente l'attentato del 20 luglio 1944. Solo con il passare del tempo, Stauffenberg e gli altri resistenti furono visti positivamente. Ormai, il 20 luglio è l'occasione per l'establishment politico tedesco non solo di ricordare la figura di questo giovane colonnello, padre di cinque figli, di madre austriaca protestante e di padre tedesco cattolico, ma anche di celebrare un momento della guerra di cui andare fieri. Ciò non significa che i tedeschi abbiano riletto la Storia e si considerino oggi tutti dei resistenti. Anzi, proprio questa domenica, la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung ha pubblicato un lungo ritratto del nuovo ministro dell'Economia, il 37-enne Karl-Theodor von und zu Guttenberg (nella foto), ricordando che un suo prozio era un oppositore al Nazismo e fu assassinato dalle SS, mentre suo patrigno, il secondo marito di sua madre, è figlio del ministro degli Esteri di Hitler, Joachim von Ribbentrop. Forse a Guttenberg la cosa non ha fatto molto piacere, ma certo non ha sorpreso più di tanto i lettori. I tedeschi sanno che poche famiglie sono rimaste immuni dal Nazismo. Nell'esporre pubblicamente il suo passato in modo così schietto la Repubblica Federale dimostra una maturità che ancora manca ad altri Paesi europei.