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Banche tedesche al grande riassetto – 08/04/08

FRANCOFORTE – Il settore bancario tedesco è  alla vigilia di grandi cambiamenti, di una nuova ondata di fusioni e aggregazioni simile a quella degli anni ’90. La crisi finanziaria, complici perdite di bilancio e tagli ai posti di lavoro, gioca da catalizzatore, anche se proprio le turbolenze sui mercati rendono la tempistica e le modalità ancora incerte.

Nei giorni scorsi si sono succedute le cattive notizie. Ieri KfW, in mano al Governo federale, ha annunciato perdite nel  2007 per 6,4 miliardi e svalutazioni per 1,8 miliardi, complice la sua quota in IKB: Ingrid Matthäus-Maier, il suo presidente, si è dimessa. La settimana scorsa, Deutsche Bank ha registrato nuove svalutazioni per 2,5 miliardi  e BayernLB ha rivisto le proprie, da 1,9 a 4,3 miliardi.
La crisi ha già comportato una fusione, di SachsenLB con la Landesbank Baden-Württemberg. Questa operazione dovrebbe essere solo un primo passo di una grande riorganizzazione delle banche pubbliche regionali. «Oggi le Landesbanken sono una decina – dice un banchiere d’affari – . Stiamo andando verso un sistema nel quale ve ne saranno due, una al Sud, l’altra al Nord».
Il mensile Manager Magazin racconta nel numero di aprile «la malagestione collettiva»  delle banche statali: se in questi mesi la mano pubblica è stata costretta a versare aiuti per 20 miliardi al settore creditizio regionale è perché dirigenti bancari ed esponenti politici hanno commesso errori a catena, investendo in strumenti troppo rischiosi e complessi, senza la necessaria competenza.
Il consolidamento è ormai urgente,  ma i suoi tempi sono incerti  perché sulle eventuali fusioni pesa la
   gelosia della classe politica locale, timorosa di abbandonare ad altri le casseforti regionali con le quali per decenni hanno gestito il loro Land. Anche  per questo motivo una drastica uscita della mano pubblica dal settore creditizio appare (per ora) improbabile.
Intanto, la situazione nel settore statale è solo una faccia della medaglia. Anche nel mondo privato il consolidamento è in moto. Con la decisione di Allianz di separare Dresdner Bank dalla sua banca d’investimento Dresdner Kleinwort (eventualmente per venderla, si parla di un prezzo di cinque miliardi di euro), il gruppo assicurativo ha creato i presupposti per altri cambiamenti.
Sono addirittura 12 le diverse ipotesi di aggregazione. La Frankfurter Allgemeine Zeitung  ha parlato di una fusione a tre Dresdner Bank, Commerzbank, Postbank, con l’obiettivo di creare un campione nazionale, con oltre 26 milioni di clienti e tentare di recuperare terreno nei confronti dei concorrenti europei diventati nel frattempo molto più grandi.

Banche_in_europa


La banca di Deutsche Post è al centro dei desideri di molti, anche perché rappresenta un bacino di 14,5 milioni di clienti. Intanto, la politica (ammesso che possa dire la sua) sembra in attesa. Da che parte sta il cancelliere?  «Da Angela Merkel per ora non è venuto alcun segnale esplicito chiaro», fa notare un esponente dell’establishment tedesco.
Il tema è delicato. Certamente  piace l’idea di creare una nuova grande banca, da affiancare alla Deutsche Bank, ma la paura di potenziali esuberi a ridosso delle elezioni del 2009 è forte. Keefe Bruyette & Woods, una società d’investimento, considera due ipotesi di fusione strategicamente interessanti: Commerzbank-Dresdner Bank e Postbank-Deutsche  Bank.
In questo momento la crisi finanziaria ha due effetti in parte contrari. Da un lato è evidente che sta imponendo ai protagonisti del mercato creditizio di immaginare nuove aggregazioni. Dall’altro, però, proprio le incertezze su perdite e svalutazioni pesano sui  negoziati e rendono i tempi incerti. Ernst & Young stima a 200 miliardi di euro i crediti in sofferenza delle banche tedesche.
B.R.