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Quando alla Freie Universität di Berlino nasce un albergo

Nei prossimi giorni la Freie Universität di Berlino inaugurerà il primo Campushotel, il primo albergo situato su un campus universitario tedesco.

Campushotel Freie Universitaet
Servirà per organizzare conferenze e convegni e permettere ai visitatori e ai partecipanti – professori, dirigenti d'azienda, diplomatici, giornalisti, ricercatori e studenti – di trascorrere la notte in università. Il tentativo naturalmente è di facilitare e di coltivare il rapporto dell'ateneo con il mondo esterno: le imprese, i centri di ricerca e i governi (nella foto tratta da Internet il modello). La scelta della Freie Universität non deve sorprendere: è un piccolo segnale del modo in cui nel Paese gli atenei stanno cambiando. Le università tedesche non sono più quelle della fine dell'Ottocento, quando lo spirito di Wilhelm von Humboldt era ancora influente e le facoltà in Germania erano tra le più note al mondo, un modello per le grandi università americane. Ma gli atenei, oggi spesso sovrapopolati e inefficienti, si stanno lentamente trasformando. Da qualche anno esistono, volute dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder, università di élite, scelte sulla base di una graduatoria: godono di generosi fondi pubblici straordinari (1,9 miliardi di euro in cinque anni), sono in parte a pagamento e spesso hanno introdotto il numero chiuso.

La Freie Universität è stata inserita in questa lista molto ambita, insieme per esempio all'Università di Monaco e al Politecnico di Karlsruhe. Maggiore qualità, maggiore attenzione al merito e alla ricerca. Con il tempo quindi è aumentata la concorrenza tra le università tedesche. A contribuirvi è stato anche il programma Erasmus che indirettamente mette a confronto le facoltà di tutta Europa. Non sorprende quindi se in molti atenei siano aumentati i corsi in inglese (a proposito: leggo sul settimanale Der Spiegel che l'inglese è ormai la lingua principale di molte università olandesi). È in questo contesto che nasce il Seminaris Campushotel: un albergo di prima categoria con 186 stanze sul grande Campus di Dahlem, nella parte occidentale della capitale tedesca. L'hotel è nato grazie a una Public Private Partnership. "La nostra università fa parte di un grande network di facoltà internazionali – ha detto il presidente della FU Dieter Lenzen -. Abbiamo molti visitatori stranieri che si incontrano in facoltà e vogliono poter trascorrere una notte sul campus". Questa crisi economica potrebbe costringere le celebri università americane e inglesi a ridurre i costi e a rivedere le loro priorità. Non si può escludere che modifichi il grande mercato universitario mondiale. Forse l'Europa e la Germania potranno approfittarne. Il Governo federale vuole portare gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo al 3,0% del prodotto interno lordo entro il 2010.

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PS: Leggo sulla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung del 19 aprile 2009 che il patrimonio finanziario di molte università americane è crollato negli ultimi mesi. Quello della Yale University, per esempio, è sceso da 31,7 miliardi il 30 giugno 2008, a 23,5 miliardi il 31 dicembre 2008.