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L’energia solare costretta a camminare con le proprie gambe

L’establishment politico tedesco ha deciso di ridurre gradualmente i sussidi a favore dell’energia solare, dopo che aiuti pubblici hanno certamente contribuito all’uso crescente di questa fonte di energia rinnovabile. La decisione politica dovrebbe essere presa nelle prossime settimane, ma è già stata preannunciata dal Governo di grande coalizione. «L’industria fotovoltaica è cresciuta talmente in questi ultimi anni che non ha più bisogno di aiuti così generosi», ha detto Thomas Hagbeck, un portavoce del ministero dell’Ambiente a Berlino.

Misure approvate nel 2000 dall’allora governo socialdemocratico-verde di Gerhard Schröder prevedono sussidi per aiutare l’energia solare a mettere radice, tanto che ormai vi sono in Germania circa 300mila abitazioni dotate di pannelli solari. Tra le altre cose, le utilities sono obbligate ad acquistare l’elettricità dai produttori, famiglie e imprese, a un prezzo doppio rispetto a quello di mercato. La legge è stata presa a modello in una dozzina di Paesi europei. Il segnale dietro alla decisione di ridurre poco a poco gli aiuti – del 7% all’anno nel 2009-2010 – è significativo, ma riuscirà l’energia solare a volare con le proprie ali?

  • Germanynews |

    Aggiungo che una legislazione molto simile è entrata in vigore in Italia nel 2005 con il cosiddetto “conto energia”…

  • Beda Romano |

    Gentile Franco Gariboldi,
    il governo tedesco presuppone che le imprese e i palazzi per appartamenti che si dotano di pannelli solari producano più energia del necessario. Per incoraggiare l’uso del solare i privati possono vendere il loro surplus di elettricità alle utilities a un costo superiore a quello di mercato.
    Cordialmente
    Beda Romano

  • Franco G. |

    Egregio Beda Romano,
    può chiarirmi che cosa intenda esattamente quando dice che “le utilities sono obbligate ad acquistare l’elettricità dai produttori, famiglie e imprese, a un prezzo doppio rispetto a quello di mercato”.
    La ringrazio.
    F.Gariboldi.

  • Andrea Vanzetto |

    Che in un futuro probabilmente più vicino di quanto immaginiamo avremo seri problemi energetici peanso sia incontrovertibile. Penso sia altrettanto incontrovertibile che si debba puntare a fonti diversificate. Le sole energie rinnovabili non sono infatti la risposta, a meno che non si voglia tornare ai consumi di energia degli anni ’30 quando l’Italia era energeticamente autosufficiente grazie agli impianti idroelettrici e la Germania grazie al carbone della Slesia!
    La differenza sarà tra chi affronta il problema seriamente e con politiche che comunque hanno una visione alla base (la decisione tedesca) e chi ‘tira a campare’.

  • Germanynews |

    Certo questo è altrettanto vero. Ed è altrettanto vero che sebbene l’Italia sia avanti alla Germania nella produzione di rinnovabili, non lo è invece nel consumo (dati sempre UE 2005). Detto questo, credo che l’energia solare, come altre energie rinnovabili, rimane una fonte, oltre che costosa, piuttosto incerta di approvigionamento. Ciascuno di noi vuole schiacchiare il bottone e vedere la luce che si accende. Ma con fonti che dipendono da sole e vento, e cioè da sorgenti aleatorie, la cosa è piuttosto difficile. E’ necessario, a mio avviso, avere a disposizione contemporaneamente anche altre fonti di energia in grado di garantire ai consumatori una discreta certezza nel momento in cui non batte il sole o non soffia il vento. Quindi, vanno bene le rinnovabili, ma dire di no al carbone pulito e al nucleare, significa, allo stato attuale, condannarsi all’insufficienza energetica.
    Vedremo che cosa accadrà!

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