I paesi dell’Unione europea tradizionalmente atlantisti vivono momenti particolarmente sofferti da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. In cuor loro sanno che il rapporto con gli Stati Uniti sta cambiando profondamente, ma adattare il proprio modus vivendi non è facile.
Divergenze di sensibilità sono emerse tra i Ventisette negli scorsi giorni. L’Italia si è rivelata più conciliante di altri, anche durante il vertice europeo che si è tenuto nella serata di giovedì 22 gennaio.
Sappiamo dei legami ideologici di alcuni partiti con l’amministrazione Trump; conosciamo i legami culturali e storici tra Italia e Stati Uniti; e sappiamo anche dei legami militari. Secondo lo European Council on Foreign Relations, di stanza in Italia ci sono circa 12.600 militari americani, in sette principali basi.
Nelle scorse settimane, la Simest, la società pubblica incaricata di promuovere gli affari delle imprese italiane all’estero, esortava in una pubblicità radiofonica le imprese italiane ad approfittare del suo aiuto per rafforzarsi sul mercato americano.
L’iniziativa mi ha sorpreso, alla luce tra le altre cose dei gravi scombussolamenti politici in atto negli Stati Uniti. Ho chiesto quindi all’ISTAT un panorama trentennale dell’evoluzione dell’interscambio nel settore delle merci tra Stati Uniti ed Italia, dal 1991 ad oggi.

Ebbene le cifre sono impressionanti. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono salite da 7,4 miliardi di euro nel 1991 a 67,1 miliardi di euro nel 2023. Si tratta di un aumento di oltre l’800% (l’inflazione cumulata in Italia è stata nello stesso periodo del 118%, secondo l’intelligenza artificiale).
Nel frattempo, le esportazioni americane verso l’Italia sono salite da 6,5 miliardi di euro a 25,2 miliardi di euro. L’incremento è stato del 288% (l’inflazione cumulata negli Stati Uniti è stata nello stesso periodo del 124%, sempre secondo l’intelligenza artificiale).
L’Italia gode di un evidente surplus commerciale, almeno nel settore delle merci.
Anche lo stock degli investimenti diretti ha subito un forte aumento in questi anni. Secondo i dati di Banca d’Italia, gli investimenti italiani negli Stati Uniti, inclusi quelli finanziari, sono saliti da 23,3 miliardi di euro nel 2013 a 71,9 miliardi di euro nel 2024. In 11 anni l’aumento è stato del 209%.
Viceversa, lo stock degli investimenti americani in Italia è salito da 8,4 miliardi di euro nel 2013 a 14,9 miliardi di euro nel 2023. L’incremento in questo caso è stato del 77%.
Questi dati mettono in luce un evidente legame tra i due paesi, ma anche una chiara dipendenza dell’Italia, e forse anche una particolare esposizione a un eventuale rischio americano.