Breve viaggio a Kiev – A quattro anni dall’invasione, l’Ucraina accoglie oltre 20mila studenti stranieri

Le guerre non sono tutte uguali. Soprattutto non sono vissute allo stesso modo dai partecipanti allo stesso conflitto. La Grande Guerra, per esempio, ha opposto Francia e Germania per quattro lunghi anni, provocando milioni di morti in entrambi i paesi. Tuttavia, si è combattuta in Francia, ma non in Germania il cui territorio è stato incredibilmente risparmiato.

Anche il conflitto russo in Ucraina ha le sue particolarità. È scoppiato quattro anni fa e avrebbe già provocato 485mila morti su due lati del fronte tra militari e civili, secondo le stime del Center for Strategic and International Studies di Washington e l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Nel centro di Kiev (BR)

Eppure, malgrado inevitabili rischi, è ancora possibile oggigiorno entrare in Ucraina, visitare Kiev e altre città, per di più utilizzando i mezzi pubblici. Martedì sera dalla stazione della capitale ucraina partivano treni per la Polonia, ma anche per le città di Kharkiv, Odessa o ancora Zaporižžja.

Sono appena tornato da Kiev dove mi sono recato con una delegazione dell’Unione europea. Il percorso più utilizzato per chi viene da Ovest prevede l’arrivo nell’aeroporto polacco di Rzeszów, lo spostamento in autobus fino al posto di frontiera di Przemysl, e un trasferimento in treno di notte fino alla capitale ucraina.

Piccola annotazione. Lo scartamento ucraino, ereditato dal periodo sovietico, è più largo di quello prevalente in Europa. La stazione ottocentesca di Przemysl fu costruita ai tempi dell’impero austro-ungarico quando la Galizia era possedimento viennese, e da sempre offre un binario dedicato ai treni provenienti dall’Ucraina.

Lo spazio aereo del paese è chiuso dall’inizio del conflitto. L’aeroporto di Kiev-Boryspil è stato abbandonato a sé stesso. Molti controllori aerei hanno trovato nel frattempo una altra occupazione, ma regolarmente si sottopongono a un corso di aggiornamento, per essere pronti all’uso non appena tornerà la pace e gli aerei riprenderanno a volare.

In linea d’aria Kiev è lontana circa 400 chilometri dalla linea del fronte. Molti lettori si saranno dimenticati che quattro anni fa la capitale stava per cadere nelle mani russe. L’esercito ucraino riuscì incredibilmente a respingere l’assedio, grazie all’aiuto occidentale.

In un albergo di Kiev, l’indicazione per trovare un rifugio (BR)

Sorprende scoprire come la vita economica, pur fragile, rimanga attiva – Nestlé ha appena annunciato nuovi investimenti nel suo stabilimento di Smoligov (in Volinia). A Kiev spiccano le banche francesi, i fast-food americani, e noti negozi italiani. Le luci in città sono fioche la sera, per risparmiare energia e per motivi di sicurezza. Antiche statue e fontane sono protette da ponteggi.

Il sistema energetico ha subito molti danni in questi anni. La utility privata DTEK calcola che gli attacchi russi nel solo 2025 sono stati 4.500. Il deficit di elettricità è di circa un quarto della domanda quotidiana. Questo inverno oltre 200mila abitazioni sono state private di riscaldamento a Kiev.

“Per le aziende del settore si tratta di rimettere in funzione le centrali distrutte, ma anche di costruire impianti nuovi, sfruttando nuove fonti energetiche come la geotermica, l’eolico o il solare”, racconta il presidente di DTEK Maksym Timchenko.

Sin dal 2019 il governo si è lanciato in un processo di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, che fa un uso sempre più frequente ed efficace dell’intelligenza artificiale. Il nostro paese – assicura il ministro della trasformazione digitale Oleksandr Borniakov – è ormai tra i più digitalizzati al mondo.

Nel frattempo, come è accaduto in altri conflitti, la guerra ha creato nuove attività economiche – pur a fini bellici e con conseguenze mortali. Nei fatti, il conflitto sta avendo l’effetto di diffondere la tecnologia nella società ucraina.

Racconta Andrii Hrytsenyuk, direttore di Brave 1, un consorzio governativo dedicato alle tecnologie della difesa: “Nel 2022 al momento dello scoppio del conflitto gli attacchi avvenivano prevalentemente con l’artiglieria. Oggi l’85% degli attacchi avviene con velivoli senza piloti”.

Nel 2022 c’erano in Ucraina appena sette produttori di droni. Oggi sono oltre 500, spiega sempre il dirigente d’azienda Hrytsenyuk. La stessa parabola ha compiuto la robotica (le imprese che fanno uso di robot sono passate da zero a 280 oggi), o l’industria della guerra elettronica (da due imprese a oltre 300 oggi). In tutto, il consorzio Brave 1 raggruppa 2.300 società.

In questo contesto, qualche mese fa il Nasdaq di New York ha accolto la prima società ucraina. Kyivstar, questo il nome dell’azienda, è un operatore di telecomunicazioni presente in molti paesi dell’ex Unione Sovietica.

L’Arco dell’Amicizia dei Popoli fu eretto nel 1982 per celebrare il 60mo anniversario dell’URSS nonché l’unione tra Ucraina e Russia. Negli anni scorsi sul monumento è stata tracciata una riga nera a simboleggiare una frattura. (BR)

I dirigenti ucraini ammettono che le capacità tecnologiche del loro paese sono un retaggio dei tempi sovietici quando le facoltà di ingegneria erano una via maestra per fare carriera, anche nel partito.

Prima di comandare le forze armate, l’attuale ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, 35 anni, ha fondato una società di marketing sul web ed è stato ministro per la transizione digitale, a conferma di come oggi la guerra richieda nuove competenze tecnologiche, anche da parte del ministro responsabile dell’esercito.

I residenti a Kiev con cui ho parlato durante la mia visita mi hanno spiegato che i giovani continuano a fare vita sociale e a divertirsi, per quanto possibile, sulle rive del Dnepr.

Questi giovani non sono necessariamente ucraini. Nonostante la guerra, secondo il ministero dell’Istruzione, il 1° gennaio scorso erano iscritti nelle università del paese 21.271 studenti stranieri provenienti da 127 paesi, tra i quali 6.626 cinesi, 5.420 azeri, 1.478 georgiani, 924 indiani e anche 504 polacchi. Studiano finanza, medicina, biotecnologia, e ingegneria informatica.

Una ultima curiosità. Lasciando il paese, una doganiera è salita sul treno alla frontiera con la Polonia. Era armata di tutto punto, e aveva appeso al collo un computer portatile con il quale ha controllato in diretta il mio passaporto. Erano le 4 del mattino, il tempo era gelido, l’atteggiamento freddo, ma la tecnologia ha funzionato impeccabilmente.

  • carl |

    E’ indubbio che la “disuguaglianza” non riguardi soltanto la cittadinanza, bensì anche i conflitti.. E per fortuna o altro, non siamo ancora arrivati al caso limite, ossia una guerra generale nucleare che, conformemente a quanto Le ha raccontato il manager di Brave 1, avverrebbe per lo più, se non quasi esclusivamente, per mezzo di vettori aerei & informaticamente autonomi..
    Ciò premesso, è notevole l’insieme di dati ed informazioni contenuti nell’articolo, mentre i corrispondenti esteri sogliono accennare soltanto a questo o quello, ma non a questo e anche quello..
    Quanto agli studenti stranieri, è evidente che essi non appartengano a Paesi dell’opulento occidente, ove le rette sono tutt’altro che alla portata di chiunque, almeno senza indebitarsi “studi natural durante”, specie in USA e UK ..
    In relazione ai molteplici dati dell’articolo, ne aggiungo interrogativamente uno, e cioè: “Corrisponde a verità il fatto che, da quando è iniziato il conflitto, ogni sera gli ucraini fruiscono della lettura, da parte di Zelensky, di un discorso quotidiano..?”, che probabilmente non se lo stila da sè, come fanno in genere tutti i politici (e, spesso, pure il Papa..).

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