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Sarà il Sahara a salvare l’Europa dalla dipendenza petrolifera?

La Germania, pur essendo un Paese freddo e tendenzialmente poco soleggiato, sta cavalcando con successo le fonti di energia alternativa e in particolare l’energia solare. Non solo è un importante produttore di pannelli, ma alcune città, come Friburgo nella Foresta Nera per esempio, fanno grande uso del sole per riscaldare le case o per far funzionare alcuni macchinari elettrici. La novità di questi giorni, anticipata dalla stampa algerina e poi ripresa da quella internazionale, è che la Germania potrebbe presto importare dall’Algeria energia solare.

La società New Energy Algeria (NEAL) ha deciso di collegare con un cavo lungo tremila chilometri una centrale elettrica nel Sahara con la città di Aquisgrana. Il progetto prevede la costruzione di un impianto ibrido, a gas ed a energia solare, entro il 2010. Secondo il presidente di NEAL, Toufik Hasni, a termine l’80% dell’energia prodotta dovrebbe derivare dal sole. Il piano è ambizioso e attraente. L’enorme deserto africano si trasformerebbe in un grande serbatoio di energia a buon mercato. Secondo la Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation, basterebbero 19mila km2 di deserto per garantire all’Europa energia solare pari al 25% del proprio consumo di elettricità.

Sappiamo che l’energia solare è utile nelle piccole superfici, per riscaldare l’acqua in casa o per illuminare un edificio. Ma è ancora economicamente efficiente quando si discutono grandi numeri? E poi quanta energia verrà dispersa nel trasferimento dell’elettricità tra la centrale di Hassi R’Mel e Aquisgrana? “Oggi – secondo Franz Trieb, ricercatore del Centro aeronautico e spaziale tedesco DLR – una centrale solare termica produce elettricità a un costo di 0,14-0,18 euro al kWh. Con una capacità di 5000 MW il prezzo scenderebbe tra 0,08 e 0,12 euro al kWh e per 100 GW tra 0,04 e 0,06 euro al kWh”.