1 marzo 2011 - 21:07
Le dimissioni di Guttenberg - I dubbi di un osservatore
Karl-Theodor zu Guttenberg si è dimesso stamani da ministro della Difesa. Negli ultimi giorni le pressioni perché lasciasse l’incarico erano cresciute, dentro e fuori la maggioranza di governo. E’ stato accusato di aver copiato parte della sua tesi di dottorato in giurisprudenza, discussa qualche anno fa all’Università di Bayreuth. La vicenda fa onore alla Germania, diranno in molti: ecco un paese nel quale gli errori, anche quelli di giovinezza, si pagano. Chi ha indotto Guttenberg, 39 anni, alle dimissioni affermerà di avere difeso in questo modo la credibilità dei diplomi universitari tedeschi, l’onorabilità della classe politica, e in ultima analisi la serietà di un paese. Eppure io rimango combattuto sul modo migliore di leggere e interpretare questa vicenda. Prima di tutto, provo un certo fastidio all’idea che alcuni professori universitari si siano messi a spulciare una dissertazione di 475 pagine, discussa nel 2006 e intitolata: Verfassung und Verfassungsvertrag: Konstitutionelle Entwicklungsstufen in den USA und der EU (Costituzione e contratto costituzionale: le tappe dello sviluppo costituzionale negli Stati Uniti e nell’Unione Europea). Quel che conta naturalmente è il risultato finale, ma mi chiedo quali fossero le loro reali motivazioni. Guttenberg si è rivelato in questi ultimi anni un uomo politico particolarmente popolare. Anche nelle ultime settimane, in piena tormenta, l’uomo ha goduto incredibilmente dei favori della pubblica opinione. Il suo successo è stato al tempo stesso di beneficio al governo e di pregiudizio ai suoi colleghi, meno popolari. Che abbia creato gelosie e incomprensioni? Se l’obiettivo dei professori che hanno letto minuziosamente la tesi di Guttenberg era di difendere la serietà del mondo accademico, dovrebbero forse chiedere anche le dimissioni dei docenti che gli hanno conferito il diploma summa cum laude.
