20 maggio 2013 - 7:08
Ci sono film che, se possibile, andrebbero visti nei luoghi di origine. Non tanto per la città in cui lo si vede, ma per il pubblico con il quale lo si vede. Le reazioni sono importanti quanto le immagini. Un conto è vedere Habemus Papam a Roma, un conto è assistere alla rappresentazione a Berna o a Helsinki. Lo stesso vale per Operazione Valchiria, il film del 2008 che racconta con un certo successo l'attentato ad Adolf Hitler del 20 luglio 1944. A Francoforte qualche anno fa la sala era rimasta ammutolita, impressionata, e per certi versi anche orgogliosa a 60 anni da quei fatti del coraggio dimostrato dai resistenti e in particolare da Claus von Stauffenberg.
Ieri pomeriggio ho visto a Parigi Le pouvoir, il potere, il documentario sui primi mesi all'Eliseo di François Hollande. In un momento in cui la Francia si dice pronta a una maggiore integrazione europea, anche questo film uscito il 15 maggio, può offrire qualche spunto di analisi per capire il presidente francese. Il film di Patrick Rotman dura circa una ora e mezza ed è naturalmente, come certe biografie, "autorizzato". Per la prima volta c'è il tentativo di raccontare come lavora il presidente francese. Nelle sale sfarzose dell'Eliseo, lo si vede incontrare i suoi collaboratori, prepararsi alle riunioni internazionali, riscrivere i discorsi, parlare al telefono con il suo primo ministro. In molti casi ci sono suoi commenti fuori campo. Alcune situazioni sono buffe, come quella in cui Hollande è preparato da tre persone per la foto ufficiale - uno lo trucca, l'altro gli rimette in ordine la giacca, il terzo lo pettina. La situazione ricorda il personaggio del Borghese gentiluomo, l'opera teatrale nella quale Molière si fa beffa del Re Sole, Luigi XIV. Le risate in sala non sono mancate.
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Categorie: GermaniE, Europa