16 ottobre 2010 - 9:31
Norimberga, la città dei nazisti vuole diventare "Patrimonio dell'Umanità"
Da ieri il Deutsches Historisches Museum di Berlino ospita una grande mostra su Adolf Hitler, la prima del suo genere in Germania. Giustamente, molti commentatori vi hanno visto l'ennesimo segnale di come i tedeschi guardino con più distacco alla loro storia. Meno nota e più curiosa è un'altra iniziativa, questa volta di Norimberga. Il sindaco socialdemocratico Ulrich Maly ha proposto di inserire la città nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Non per il suo centro storico medievale, ricco di chiese monumentali, o per la sua imponente cinta muraria, ma a sorpresa per la sala delle udienze del palazzo di giustizia, che accolse tra il 1945 e il 1946 il celebre processo contro una ventina di gerarchi nazisti. Norimberga, la città dove vennero annunciate le leggi raziali e organizzate le adunate oceaniche del regime, alla stregua della Cattedrale di Chartres o dell'Acropoli di Atene? “Sui tentativi precedenti sono sempre stato scettico – ha spiegato Maly, riferendosi agli sforzi dei suoi predecessori di far inserire il centro storico nella lista dell’Unesco –. Anche questa città è stata distrutta dalla guerra e molti edifici non sono più quelli originali. Ma Norimberga può avere buone possibilità in quanto città dei diritti dell’uomo. Tutti sono d’accordo nel dire che la giustizia penale internazionale che si manifesta oggi all’Aja nasce sulla scia del processo di Norimberga. Crediamo che la sala delle udienze numero 600 sia un luogo unico, per storia e cultura”. Alla fine del conflitto, la città era “morta al 91%”, secondo un preciso resoconto delle forze alleate. William Shirer, il corrispondente americano che aveva seguito l’ascesa del Nazismo negli anni 30, raccontò in un libro di memorie che quando tornò a Norimberga alla fine del 1945 non riuscì neppure a individuare, tra le rovine, il Deutscher Hof, l’albergo usato da Hitler ogni qualvolta visitava la città.


