21 novembre 2009 - 18:50
Erika Steinbach, un rompicapo "storico" per il cancelliere Merkel
Erika Steinbach è una signora di 66 anni, alta, slanciata, sorridente e dai capelli biondi. Nulla lascia pensare che per i polacchi sia il "nemico numero uno", o quasi, e che per il cancelliere democristiano Angela Merkel sia un intricato problema politico che conferma quanto la guerra continui a pesare sui rapporti tra Germania e Polonia. La signora Steinbach è il presidente della BdV, l'associazione dei profughi tedeschi della seconda guerra mondiale (i Vetriebenen in tedesco). L'organizzazione, nata negli anni 50, è una lobby influente, soprattutto nelle file democristiane. In queste settimane la BdV è al centro di una doppia diatriba, di politica estera e di politica interna. Oggetto dello scontro è la creazione di un nuovo museo a Berlino dedicato all'esperienza dei rifugiati durante il conflitto. L'associazione della signora Steinbach deve nominare un proprio rappresentante nella fondazione che gestirà l'istituzione. Il nuovo ministro degli Esteri, il liberale Guido Westerwelle, ha ammonito la BdV di non scegliere la signora Steinbach, una figura troppo controversa in Polonia. La vicenda così attuale affonda le sue radici nella seconda guerra mondiale. Dinanzi all'avanzata dell'Armata Rossa negli ultimi anni della guerra, circa 12 milioni di tedeschi abbandonarono le loro terre secolari nei territori orientali del Reich per rientrare nel cuore della Germania. Molti dei Vertriebenen morirono di fame, di freddo e di violenze nel lungo viaggio attraverso la steppa polacca.


