15 aprile 2012 - 17:38
Gli aforismi di Nikos Dimou - "Dell'infelicità di essere greci"
Oggi il rito greco ortodosso celebra la Pasqua (in ritardo di una settimana rispetto al rito cattolico o protestante). Ne approfitto per segnalare un piccolo libro di cui è autore Nikos Dimou, un saggista e filosofo greco che da ormai quattro decenni sta avendo fortuna con una piccola raccolta di aforismi sui suoi connazionali. Si intitola Dell’infelicità di essere greci. Non ho trovato una traduzione italiana, ma chi vuole può leggere il piccolo volume in francese, inglese, tedesco e naturalmente in lingua originale. Nato nel 1935 ad Atene, Dimou si è fatto un nome nella pubblicistica greca optando per commenti controversi e polemici per pubblicazioni come Kathimerini e To Vima, dopo aver fatto carriera per un certo periodo nel settore della pubblicità. Dell’infelicità di essere greci è uscito per la prima volta nel 1975, all’indomani del ritorno della democrazia e dopo sette anni di dittatura militare. Da allora ne sono state vendute centomila copie e stampate oltre trenta edizioni. Molti degli aforismi sono troppo paradossali per essere del tutto credibili. Altri però offrono forse uno spaccato della mentalità greca. La tesi di Dimou è che i suoi connazionali sono permanentemente esagerati. Fanno di tutto per aumentare lo scarto fra il desiderio e la realtà, vuoi aumentando le loro esigenze a livelli sragionevoli, vuoi distruggendo l’ambiente, vuoi facendo ambedue le cose. “In fondo - scrive Dimou – il greco ignora la realtà. Vive due volte al di sopra dei suoi mezzi finanziari. Promette tre volte più di quanto non possa fare. Afferma di conoscere quattro volte più cose di quanto non conosca realmente. Rissente (e compatisce) cinque volte più di quanto non sia capace di risentire”. E ancora: "La legge di Parkinson greca: due greci fanno in due ore (a causa di disaccordi) ciò che un greco farebbe in una sola".
