7 ottobre 2008 - 13:59
Il salvataggio di Fortis e il No tedesco a una vigilanza europea
Dietro alle giornate convulse di questi giorni sui mercati finanziari si nasconde un problema che forse proprio la crisi creditizia contribuirà a risolvere: la vigilanza bancaria, che nonostante il mercato unico e istituti di credito sempre più europei rimane decentrata, affidata a enti nazionali chiamati a collaborare il più possibile tra loro in due diversi comitati. Il primo è il Comitato di Sorveglianza Bancaria che fa capo alla Banca centrale europea (BSC); il secondo è il Committee of European Banking Supervisors (CEBS). In questi giorni, il BSC sta tenendo una teleconferenza giornaliera. L’organismo è l’ambito nel quale banche centrali ed enti di vigilanza dell’Unione discutono della situazione di mercato, scambiandosi informazioni e facendo regolarmente il punto macroeconomico sulla stabilità del settore finanziario. Responsabile degli aspetti micro è invece il CEBS, il comitato che raggruppa le circa 40 autorità di sorveglianza bancaria dell'Unione. Anche in questo ambito la collaborazione si è intensificata nelle ultime settimane. Chi partecipa ai lavori ha notato un salto di qualità evidente nella cooperazione e nello scambio di informazione. Il CEBS, che ha sede a Londra, appare assai più attivo dell’anno scorso, quando scoppiò la crisi creditizia e l’organismo non fu neppure contattato in occasione della vicenda Société Générale.
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Categorie: GermaniE, Banca Centrale Europea, Economia, Europa




