15 novembre 2011 - 22:00
Sul ruolo della BCE, il dibattito è aperto, anche a Bruxelles
Secondo molti osservatori, il modo migliore per risolvere la crisi debitoria è di affidare alla Banca centrale europea il compito di prestatore di ultima istanza, non solo nei confronti delle banche ma anche nei confronti degli stati. Francesi, inglesi e anche italiani sono convinti che se la BCE acquistasse debito pubblico sui mercati, un po' come ha fatto finora la Federal Reserve negli Stati Uniti e la Banca d'Inghilterra in Gran Bretagna, ridarebbe fiducia agli investitori e spezzerebbe il circolo vizioso tra debiti sovrai e bilanci bancari. Finora la Germania ha bloccato questa ipotesi perché ai suoi occhi si tratterebbe di monetizzazione del debito, una strada per lei inaccettabile e vietata dai Trattati. Eppure, mi sembra che le cose stiano cambiando, se non ancora a Berlino, almeno a Bruxelles. La Commissione Europea ha sempre tenuto un basso profilo sulla strategia della banca, preferendo non entrare in rotta di collisione con la BCE, contraria (per ora?) all'idea di diventare prestatore di ultima istanza. Negli ultimi giorni, con il riacutizzarsi della crisi e forse anche per via dell'arrivo di Mario Draghi alla guida della banca, l'atteggiamento sta cambiando. Ieri a Parigi, il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha spiegato: "Dovrebbe la banca centrale essere anche responsabile della stabilità finanziaria oltre che della stabilità dei prezzi? La mia risposta è sì, certo". Il riferimento alla stabilità finanziaria è in parte nuovo e comunque non è banale, tenuto conto che finora l'esecutivo comunitario si era limitato a sostenere gli acquisti di obbligazioni sui mercati che la BCE sta effettuando per garantire la trasmissione della politica monetaria. La presa di posizione di Barroso giunge mentre da più parti si ritiene che la BCE debba avere un ruolo più incisivo, più radicale. Non tutti sono d'accordo. La Germania, e altri paesi vicini alla Repubblica Federale come l'Olanda o il Lussemburgo, continuano a frenare.
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