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Cause, conseguenze e lezioni dell’abdicazione di un Re

L’abdicazione di re Juan Carlos di Spagna, annunciata lunedì 2 giugno a Madrid, non è la prima del suo genere. Nel 2000 abdicò il Granduca del Lussemburgo Jean, nel 2013  fu la volta della Regina Beatrice di Olanda, di Papa Benedetto XVI e di Re Alberto II del Belgio.

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In tutti questi casi, a spingere alle dimissioni è stata soprattutto l’opportunità politica: in un mondo in cui – complice la crisi economica ma non solo – le rendite di posizione piacciono sempre meno (salvo in Italia dove sembrano sopravvivere più che altrove), le monarchie, per le quali la nomina di un re o di una regina dipende dal sangue e la sua permanenza al trono dipende dal destino, sentono il dovere di modernizzare una istituzione certo anacronistica, passando la mano alla nuova generazione. Oggi Henri del Lussemburgo ha 59 anni, Gugliemo Alessandro d’Olanda 47, Filippo del Belgio 54, Felipe VI di Spagna 46. Solo il nuovo Ponetefice, Francesco, non è più giovane. La scelta di abdicare è anche dettata dagli straordinari miglioramenti della medicina.

Dietro all’abdicazione, c’è anche il riflesso di un’esistenza umana sempre più lunga. Le persone vivono sempre di più, ma non sono necessariamente pronte ad avere una vita attiva superata una certa età. Sono mentalmente in piena forma, ma fisicamente devono fare i conti con l’invecchiamento del loro corpo in un momento in cui la vita quotidiana è spesso purtroppo frenetica e faticosa. Anche un Re, dopotutto, sente il desiderio di andare in pensione. L’abdicazione però non è priva di rischi. Il giornale belga La Libre Belgique si chiedeva stamani se la scelta del sovrano indebolisse l’istituzione. Secondo lo storico francese Jacques Le Brun, l’abdicazione rende nuovamente visibile “lo stato d’eccezione del sovrano”, uomo o donna senza reali poteri, ma nominato a vita per legami di sangue. “I popoli sono ancora capaci o hanno ancora voglia di accettare questa particolarità?” Una transizione morbida, secondo Le Brun, non può essere data per assodata. Dipende dalle persone, dalle circostanze, dall’ambiente sociale ed economico. Di altro avviso Patrick Weber, uno storico belga, secondo il quale al contrario l’abdicazione consente all’istituzione monarchica di rafforzarsi, di rigenerarsi. Weber fa notare che la Regina Beatrice d’Olanda è tornata a essere principessa dopo avere abdicato. Tuttavia, il rapporto tra il predecessore e il successore non sempre è facile. Proprio in questi giorni i giornali belgi raccontano di una incomprensione tra Alberto e Filippo. L’ex Re ha appena rilasciato una lunga e inconsueta intervista televisiva senza avvertire suo figlio, se non a cose fatte, per di più per messaggero reale e non a voce. Il portavoce di Filippo ha spiegato, piccato, che il Palazzo Reale non è stato “né consultato, né avvertito della realizzazione di questa intervista”.

(Nella foto, Juan Carlos di Spagna, 76 anni, mentre annuncia l’abdicazione in televisione lunedì 2 giugno)

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