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Un bluff? – Tutte le difficoltà di un intervento della BCE sui mercati

La Banca centrale europea ha preso giovedì scorso una decisione tanto controversa quanto sofferta. Si è detta pronta ad acquistare “senza limiti”  obbligazioni pubbliche sui mercati finanziari, pur di tenere sotto controllo i rendimenti dei titoli di stato dei paesi più fragili. Spagna e Italia sono i due stati membri che prima di altri potrebbero dover chiedere questo intervento. Nei fatti la speranza dei banchieri centrali è di non dover mai utilizzare questo strumento. Il motivo è semplice: rischia di essere difficile da mettere in pratica.

Mario Draghi
La BCE ha condizionato il suo aiuto a una richiesta dello stato membro, alla partecipazione degli acquisti dei due fondi europei EFSF e ESM, e in ultima analisi alla firma di un memorandum d’intesa tra le istituzioni comunitarie e il paese coinvolto. L’iter decisionale è complicato. A preoccupare è il fatto che il pacchetto dovrà essere approvato dai paesi membri. In alcuni, la questione si risolve con il via libera governativo. In altri c’è bisogno di consultare il parlamento. Lo sguardo corre al Bundestag tedesco o alle Staten Generaal olandesi. Saranno pronti i deputati tedeschi e olandesi a dare il loro benestare? A 12 mesi dalle prossime elezioni legislative, la classe politica in Germania si sta irrigidendo. Cresce l’opposizione ad aiutare finanziariamente i paesi più deboli, tanto più con l’intervento controverso della BCE. Il governo federale ha dato il suo appoggio alla strategia dell’istituto monetario, ma in cuor suo guarda con enorme preoccupazione a un eventuale voto al Bundestag. Non per altro, il cancelliere democristiano Angela Merkel sta esortando Madrid e Roma a non chiedere l’aiuto europeo in questo momento. Nell'establishment europeo c'è chi ormai definisce i deputati tedeschi degli "Ayatollah”.


L’espressione è banale, ma pur sempre significativa. Molti parlamentari
tedeschi temono il rigetto elettorale, e alzano i toni. In passato il
cancelliere ha approfittato dei voti dell’opposizione socialdemocratica o verde
per far passare scelte europee controverse. A pochi mesi dal voto c’è da
chiedersi se l’SPD sia pronta a fare altrettanto e se la signora Merkel sia
pronta ad accettarne eventualmente l’appoggio. Spiega un diplomatico: “Il rischio che si corre
è la caduta del governo tedesco”. Condizionando l’intervento della BCE alla
collaborazione dei fondi europei, la banca centrale ha voluto difendere la propria
indipendenza, ma ha complicato non poco l’iter decisionale europeo e posto
un'ipoteca sulla sua disponibilità a intervenire sui mercati. Evidentemente,
la partita potrebbe dipendere dalle condizioni poste all’intervento
dell’EFSF-ESM e della BCE. Proprio questa questione è l’altro
motivo per cui in cuor suo il presidente della BCE Mario Draghi spera di non
dover intervenire sui mercati. Pur di calmare coloro che nel consiglio
direttivo più temono il finanziamento monetario degli stati, Draghi ha detto
che la banca centrale sarebbe intervenuta solo in presenza di “condizioni
stringenti ed efficaci”. L’espressione è abbastanza ambigua da lasciare molte
porte aperte. Ciò detto, un contrasto si profila tra molti governi nazionali,
preoccupati da un boomerang sociale, e molti banchieri centrali, preoccupati dal
difendere la loro indipendenza. Semplificando, i primi vorranno condizioni più
leggere, i secondi condizioni più pesanti. Il presidente Draghi sa che la
questione rischia di spaccare il consiglio direttivo. E sa anche che i politici
avranno l’ultima parola, perché sono i governi che si assumeranno in ultima
analisi le conseguenze della crisi. Quanti banchieri
centrali nel consiglio direttivo lo capiranno? E’ probabile che Draghi non
abbia voglia di scoprirlo nella pratica. Ecco perché spera probabilmente che la
sua disponibilità ad intervenire sui mercati non venga mai messa alla prova.

 

(Nella foto, Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, durante la conferenza stampa del 6 settembre scorso a Francoforte)

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

  • Rabo |

    Ah ! MOLTO interessante !!!
    Grazie a Lei per la risposta e per i post in questo blog.
    Buon lavoro !

  • Beda Romano |

    Grazie Rabo per il commento. In realtà, la BCE ha deciso di non godere più di questo vantaggio. Nell’annuncio della settimana scorsa si legge: “The Eurosystem intends to clarify in the legal act concerning Outright Monetary Transactions that it accepts the same (pari passu) treatment as private or other creditors with respect to bonds issued by euro area countries and purchased by the Eurosystem through Outright Monetary Transactions, in accordance with the terms of such bonds”.
    B.R.

  • Rabo |

    Se la BCE comprasse (altri) titoli di stato europei ci potrebbe essere il rischio che i grandi investitori privati considerino i titoli in manl alla BCE dei titoli “senior” rispetto ai loro – si veda il diverso trattamento riservato alla BCE e ad altri creditori del governo greco – con tutte le conseguenze immaginabili…

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