So che molti sono stati delusi dal pacchetto di misure che il consiglio europeo ha presentato lunedì sera per rilanciare la crescita economica nella zona euro. Eppure anche se i governi non hanno messo soldi sul tavolo, hanno certamente ammesso che la crisi debitoria non può essere risolta unicamente con l'austerità. Molti governanti si sono resi conto che l'aumento della disoccupazione rischia di proseguire, creando tensioni sociali e difficoltà politiche. Nelle sue conclusioni il consiglio europeo non manca di proporre idee e spunti. C'è il desiderio di aiutare l'occupazione giovanile, liberalizzare i mercati, ridurre gli ostacoli burocratici, aiutare il finanziamento delle imprese più piccole. Si deve sperare che molti piccoli tasselli a livello europeo abbiano un qualche effetto moltiplicatore. Sul fronte del rigore, la nuova disciplina di bilancio sancisce la vittoria della Germania, approvata da alcuni, criticata da molti. Spiega un alto esponente della Commissione: "Il nuovo trattato ha il compito di riportare la fiducia nella zona euro prima di tutto sui mercati e tra i partner internazionali, ma anche in alcuni stati membri". A questo riguardo alcune ricerche pubblicate di recente smentiscono il principio ricardiano, fatto proprio dall'ex presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, secondo il quale risanare i conti pubblici aumenta la fiducia delle famiglie e delle imprese. Richard Koo, un economista della banca Nomura a Tokio, ha fatto notare in un saggio che la contrazione dell'economia giapponese dopo lo scoppio della bolla finanziaria negli anni 90 sarebbe stata assai maggiore se il governo a Tokio non avesse deciso di aumentare il proprio debito.
Dimostra che indebitarsi è stato dopotutto meno costoso che accettare la recessione (qui il documento). Naturalmente, la scelta è stata facilitata dal fatto che gran parte del debito pubblico giapponese è in mani nazionali e che il paese non fa parte di una unione monetaria. Se i mercati stanno attaccando i paesi europei troppo indebitati è anche per l'esistenza dell'euro che mette gli stati membri a confronto gli uni con gli altri. Eppure dietro al ragionamento di Koo c'è altro.
(In alto le soup lines americane, in basso una signora tedesca brucia denaro in una stufa)
NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook
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Commenti
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nano 02/feb/2012 17:13:40
Rabo 03/feb/2012 11:21:51
Beda Romano 03/feb/2012 15:56:48
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