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La Grecia: dallo stato di tutela allo stato di colonia?

La crisi finanziaria ha messo in ginocchio non pochi governi europei, ma mai finora era riuscita a trasformare il rapporto tra gli stati membri della zona euro in modo così drammatico. La scelta del primo ministro George Papandreu di non organizzare un referendum per tastare il polso dell'opinione pubblica greca sul futuro della Grecia nell'unione monetaria è da imputare – tra le altre cose – anche alla pressione dei suoi partner.

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Nelle ultime ore, sia la Germania che la Francia hanno spiegato al governo greco che il referendum rischiava non solo di scuotere i mercati ma anche di creare l'impressione di una possibile uscita del paese dalla zona euro, con tutte le conseguenze del caso. Parlando ieri sera ad Atene davanti ai deputati socialisti del Pasok, Papandreu ha affermato: "Al di là del tono usato dai nostri partner e dal contenuto delle loro prese di posizione, quando ci hanno detto come condurre il referendum abbiamo loro spiegato che la decisione spetta al nostro governo sovrano. Siamo sotto sorveglianza economica, ma le istituzioni democratiche sono le nostre". La crisi di questi ultimi tre anni ha provocato elezioni anticipate a Dublino, a Lisbona, e anche a Bratislava; ma mai finora l'intervento europeo nella politica interna di un paese era stato così netto, così evidente. Un conto è imporre una nuova manovra economica per rientrare nei parametri di Maastricht, un conto è costringere un governo a rivedere le sue intenzioni a proposito di un referendum.


Riuscirà George Papandreu a fare accettare ai greci che un voto popolare non si terrà nel loro paese perché così ha chiesto l'Europa? Pubblicamente sta cercando di spiegare che il voltafaccia è dovuto più a un cambiamento di posizione dell'opposizione conservatrice che a pressioni europee. Eppure stiamo assistendo a una evidente riduzione delle sovranità nazionali, soprattutto dei paesi più fragili. Per molti versi è il riflesso benefico di un controllo reciproco che dopo molti anni è tornato d'attualità in una unione monetaria tra stati indipendenti. Il problema è che forse la transizione sta avvenendo in modo disordinato, con rischi evidenti che la tendenza si trasformi in un boomerang, provocando i sentimenti anti-europei in molti paesi. Come quelle scatole utilizzate nei traslochi su cui c'è scritto FRAGILE, il fenomeno va "maneggiato con cura" fin tanto che la democrazia rimarrà a livello nazionale. Il momento è delicatissimo: l'abbandono della sovranità nazionale sta facendo passi da gigante, ma se non è accompagnato da una nuova legittimità popolare rischia di scappare drammaticamente di mano, in Grecia oggi, in altri paesi domani.

 

(Nella foto, il premier greco George Papandreu durante un recente vertice europeo)

 

NB: Dal fronte di Bruxelles (ex GermaniE) è anche su Facebook

 

  • mariorenato |

    Molti storici imputano il successo del nazismo in Germania alle sciagurate condizioni imposte dalla pace di Versailles ai tedeschi, che pure avevano cacciato il Kaiser. Miseria e instabilita’ politica avrebbero fatto da detonatore alla crisi che avrebbe alla fine distrutto l’Europa e insanguinato il mondo. Senza toni tragici, non vedo grosse differenze con quanto sta succedendo nei confronti dei paesi deboli dell’Euro. Mi rendo conto di esprimere un parere minoritario, ma l’acquiescenza dei popoli nei confronti dei banchieri non durera’ in eterno. In prospettiva si confrontano due ipotesi di disastro: quello dei popoli per colpa delle banche e quello delle banche insieme ai popoli. Ma, disastro per disastro, credo che i popoli non accetteranno di essere gli unici a pagare.

  • moreno |

    E’ un ulteriore tassello verso un “direttorio” la cui valenza democratica sarebbe, per l’appunto da verificare. Mi chiedo se ai greci ( primi anche in questo caso) convenga l’uscita dall’area EURO, se proprio debbano spennarli e’ meglio che vendano cara la pelle ! Eppoi non capisco come sia solo il neo governo socialista debba rispondere dei guai e disastri combinati da altro governo di destra , ma il PSOE cosa dice a livello europeo? Non esiste piu’ nemmeno una forma di condivisione delle responsabilita’ a livello COMMISSARI UE? Chi vigilava sui conti della GRECIA prima? E all’Italia cosa succedera??

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