18 luglio 2011 - 23:12
Crisi europea: "Ma cosa fanno i tedeschi?" Un tentativo di risposta
"Ma cosa fanno i tedeschi?" E' la domanda, un po' polemica, che rispunta più spesso in questi giorni così incerti sulle posizioni della Germania e sul futuro dell'unione monetaria. Mai come questa settimana il futuro dell'Europa è nelle mani del cancelliere Angela Merkel. Giovedì a Bruxelles si terrà un vertice d'emergenza dei capi di stato e di governo della zona euro. Ufficialmente sul tavolo c'è la crisi greca e un piano di salvataggio del paese mediterraneo. In realtà, si discuterà del futuro dell'unione monetaria. I nodi sono arrivati al pettine. Mai come oggi la politica nell'affrontare lo sconquasso debitorio che sta scuotendo l'euro deve scegliere tra integrazione e disintegrazione. Parlando a Der Spiegel, Helmut Kohl ha affermato: "Stanno trascinando la mia Europa al fallimento". E ha aggiunto che la politica europea dell'attuale cancelliere è "molto pericolosa". Sempre lo stesso settimanale accusa la signora Merkel di essere "senza parole, senza obbiettivi, senza coraggio". Le rimprovera una comunicazione poco chiara e troppe incertezze, troppi tentennamenti, pericolosi in un momento così delicato sui mercati finanziari. Qualche giorno fa ho chiesto a un esponente dell'establishment tedesco di darmi una sua valutazione del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, che appare dall'esterno incerto sul daffarsi. Mi ha risposto: "E' un uomo molto serio, un uomo per il quale la stretta di mano è un impegno d'onore, che crede nello stato di diritto e nella legge. E' anche profondamente religioso, un protestante del Baden-Württenberg. Una frase del tipo: 'Sono religioso, ma senza fanatismi' sarebbe per lui incomprensibile".
