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Nasce il nuovo Ufficio italo-tedesco per lo scambio giovanile. Uno stimolo alla mobilità in Europa?

Nel 1963, in occasione della firma del Trattato dell’Eliseo, Francia e Germania crearono un ente che esiste ancora oggi: è il Deutsch-Französisches Jugendwerk, in francese l’Office franco-allemand pour la Jeunesse (l'Ufficio franco-tedesco per la gioventù). L’obiettivo era di riavvicinare i due paesi dopo tre guerre sanguinose, e di evitare la nascita nelle nuove generazioni di pericolosi disaccordi.

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Nei primi decenni l’organizzazione franco-tedesca ha avuto grande successo nel facilitare il contatto tra i giovani francesi e tedeschi. Oggi è impegnata tra le altre cose nel mantenere vivo l'uso del francese in Germania e del tedesco in Francia. A quasi 50 anni di distanza, Germania e Italia hanno deciso di intraprendere la stessa strada. Verrà inaugurato giovedì 3 febbraio a Roma un nuovo Ufficio italo-tedesco per lo scambio giovanile, in tedesco Deutsch-Italienisches Büro für den Jugendaustausch. L’iniziativa è stata voluta dai due ministeri degli Esteri per promuovere e favorire i rapporti tra scuole, istituti professionali, comunità religiose e associazioni sportive dei due paesi. La nuova istituzione – che si aggiunge al Deutscher Akademischer Austausch Dienst (DAAD), un servizio tedesco specializzato nello scambio di studenti universitari – ha un compito ambizioso. Nonostante una lunga storia comune e rapporti economici per molti versi invidiabili, tra Italia e Germania non mancano le incomprensioni, anche linguistiche.

Pochi in Italia praticano il tedesco (a studiarlo sono in 400 mila), a differenza che in Germania dove molti parlano (o parlicchiano) l’italiano. "Questa piattaforma mira a fornire ai giovani tra i 15 e i 25 anni una conoscenza non solo della lingua ma anche della cultura tedesca – ha detto l'ambasciatore tedesco a Roma Michael Gerdts -. la conoscenza del tedesco è spesso indispensabile nell'industria, nel commercio e nel turismo e aumenta le possibilità di trovare un lavoro". Quest’ultimo tema non è banale. Mentre in molti paesi europei la disoccupazione è elevata, soprattutto tra i più giovani, in Germania è relativamente bassa. Anzi, c’è carenza di giovani preparati in molte professioni, dagli ingegneri agli infermieri. Qualche giorno fa un deputato del partito democristiano, Michael Fuchs, ha lanciato l’idea – non si capisce quanto politicamente realistica – di una campagna pubblicitaria in tutta l'Unione per attirare lavoratori in Germania: “Ci sono in Europa del Sud e dell’Est molti giovani disoccupati che cercano urgentemente un lavoro". Ha aggiunto Max Straubinger, un esponente cristiano-sociale: “E’ più facile attirare manodopera europea che modificare la legge sull’immigrazione per far venire giovani da altre regioni del mondo”. I giovani spagnoli, greci, portoghesi e italiani sono avvertiti. Se il Deutsch-Französisches Jugendwerk fu utile a creare una nuova sintonia tra le società francese e tedesca, forse l’Ufficio italo-tedesco per lo scambio giovanile – che per ora avrà solo una sede (a Roma) ma si avvarrà di internet per essere presente nei due paesi – potrebbe creare quella mobilità della manodopera nel mercato unico europeo che ancora oggi rende l’Unione una copia sbiadita degli Stati Uniti.

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(Nella foto, il logo provvisorio dell'Ufficio italo-tedesco per lo scambio giovanile)

  • Beda Romano |

    Max, Lei ha ragione quando parla della necessità di armonizzare i sistemi pensionistici e di centralizzare gli enti previdenziali pru di aiutare la mobilità professionale degli europei, anche se intravedo non poche difficoltà politiche. Alcuni paesi hanno accettato di introdurre freni costituzionali all’indebitamento o di aumentare l’età pensionabile pur di rendere sostenibili i loro sistemi pensionistici. Altri purtroppo difendono un fragile status quo. Saranno pronte le formiche a unirsi alle cicale in questo campo così delicato?
    B.R.
    PS: il sito dell’Ufficio italo-tedesco per lo scambio giovanile è http://www.ciao-tschau.eu.

  • Max |

    Interessante.
    Tra i due paesi ci sono (intensi !) scambi culturali e commerciali da (numerosi) secoli ed è molto positivo che ci siano iniziative atte a consolidare ancora di piú queste relazioni.
    Mi creda, comunque: l’Europa della circolazione dei lavoratori è già una realtà concreta – un processo naturale, direi – da diverso tempo: io sono già alla seconda emigrazione e vedo sempre tanti altri emigranti europei intorno (impiegati localmente, se non addirittura liberi professionisti). Le iniziative come queste dei governi tedesco ed italiano sono naturalmente benvenute perché stimolano ancora di piú l’integrazione europea, ma secondo me l’UE dovrebbe iniziare ad andare anche un po’ oltre: introdurre regole e contratti di lavoro a livello comunitario, uniformare i trattamenti pensionistici, centralizzare gli enti previdenziali in unico istituto europeo (magari inizialmente solo dal punto di vista informatico con possibiltà di accesso da parte di un istituto ai dati dei contributi in altri paesi, in modo poi da avere una pensione “europea”) ecc. ecc.. Questo aumenterebbe le possibiltà di accesso ad un piú ampio mondo del lavoro ed eviterbbe situazioni di concorrenza sleale” tra paese membri UE.
    Mi scuso per essere andato leggermente fuori tema.
    Un ringraziamento ed un saluto

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