27 gennaio 2011 - 12:21
La Germania vuole crescere negli enti internazionali (la BCE è già presidiata)
Ogni giorno il Bundestag, la Camera bassa del parlamento tedesco, pubblica un riassunto dei suoi lavori. Questa settimana, con burocratica discrezione, l'ufficio stampa dell'assemblea parlamentare ha pubblicato un rapporto preparato dal Ministero degli Affari Esteri sulla presenza dei tedeschi nelle grandi organizzazioni internazionali (dalle Nazioni Unite alla NATO all'Unione Europea). Il documento è lungo 15 pagine e oltre a fare il punto della situazione con dati e statistiche, è anche il riflesso di come la Germania interpreti la propria proiezione internazionale. "Una adeguata presenza tedesca, quantitativa e qualitativa, nelle organizzazioni internazionali è un prerequisito per l'efficace attuazione della politica estera e il raggiungimento degli interressi politici ed economici" del paese. In questo contesto, "il governo federale intende rafforzare la presenza di personale tedesco all'estero in quanto importante strumento di politica estera". Secondo il ministero (nella foto, uno scorcio sulla Werderscher Markt di Berlino), il numero di tedeschi nella Banca Mondiale o nel Fondo Monetario Internazionale è inferiore alla quota della Germania nel capitale di questi organismi. Nelle istituzioni comunitarie, la Repubblica Federale ha un numero inferiore di dirigenti rispetto alla Francia.
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Categorie: GermaniE, Banca Centrale Europea, Politica
