31 dicembre 2010 - 18:51
Tedeschi e cultura: un binomio sorprendente, anche nel 2010
L'ultimo post del 2010 è dedicato a una faccia della Germania che in questo anno così politicamente ed economicamente tormentato è rimasta nell'ombra. Alcuni dati pubblicati di recente dall'Ufficio federale di Statistica di Wiesbaden sono sorprendenti. Nel 2010, nonostante l'incertezza sul futuro dell'economia e l'impegno a ridurre il debito, la Germania ha aumentato la spesa pubblica dedicata alle attività culturali. Mentre in Europa e in America la scure ha colpito le dotazioni dei musei o i contributi alle università, nella Repubblica Federale governo, regioni e comuni hanno speso in questo campo 9,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,1% rispetto al 2009. Il Kulturfinanzbericht dell'Ufficio federale di Statistica nota che nel 2007, l'ultimo anno per cui sono disponibili cifre ufficiali, la spesa pubblica era stata di 8,5 miliardi. Il dato è sorprendente di questi tempi. È rivelatore non solo delle priorità tedesche ma anche della vera anima di un paese troppo spesso vittima di clichés ingiusti. Dietro alle rigidità caratteriali, dietro a una tendenza all'irregimentazione, dietro ad alcune scelte nella crisi debitoria europea che a molti quest'anno sono sembrate egoistiche e insensibili, si nasconde un paese che si commuove per un concerto di musica classica, che accumula ogni anno donazioni filantropiche e caritatevoli per oltre due miliardi di euro, che coltiva con straordinaria costanza la sua tradizione romantica. Al di là dei dati ufficiali sono stato testimone di recente di un esempio particolare.
