29 novembre 2010 - 23:27
Wikileaks rivela uno spaccato poco lusinghiero dei rapporti nel governo Merkel
I telegrammi diplomatici non sono articoli di giornale. Dovrebbero rimanere segreti, in alcuni casi per mezzo secolo. Quelli pubblicati in questi giorni sulla stampa internazionale rivelano un quadro interessante dei rapporti tedesco-americani, ma soprattutto di quelli tedesco-tedeschi, vale a dire in seno allo stesso governo federale. Molte delle affermazioni dei diplomatici americani in Germania non sono sorprendenti. L’attuale ministro della Difesa cristiano-sociale Karl-Theodor zu Guttenberg è ritenuto “un amico degli Stati Uniti”. Il cancelliere Angela Merkel è “avverso ai rischi e raramente creativo”; il ministro degli Esteri liberale Guido Westerwelle è “di poca sostanza”; il leader bavarese della CSU Horst Seehofer è “imprevedibile”. L’analisi conferma indirettamente che con la fine della guerra fredda i rapporti tedesco-americani si sono raffreddati. Vi sono ancora in Germania circa 60mila soldati americani, ma si sono moltiplicati nell’ultimo decennio le ragioni di screzio. Nel 2003 l’allora cancelliere Gerhard Schröder si è opposto alla guerra in Irak. Nel 2007, gli Stati Uniti hanno avvertito che se Berlino avesse chiesto l’estradizione di alcuni agenti della CIA vi sarebbe stato "un impatto negativo" sui rapporti bilaterali. Per non parlare della crisi sul fronte economico dopo lo scoppio dello sconquasso creditizio.
