26 settembre 2010 - 16:22
Haribo, una storia tedesca tra ghiande e caramelle
La storia delle imprese è il riflesso di un paese, delle sue tradizioni e delle sue indiosincrasie, delle sue qualità e dei suoi difetti. La storia di Haribo, il più grande produttore europeo di caramelle e gelatine, è uno splendido esempio di come sono cresciute nei decenni molte aziende tedesche. Proprio in questi giorni la società che produce i noti Gummibärchen (orsetti gommosi) ha annunciato che rimarrà di proprietà famigliare. Dopo mesi di tira-e-molla e di voci discordanti, i Riegel hanno finalmente respinto l’idea di un collocamento in borsa, di una vendita o di una fusione: Hans Riegel Jr, l’87enne figlio del fondatore, ha deciso di trasferire in parte la gestione dell’azienda ai suoi nipoti, Hans-Guido e Hans-Arndt. D'altro canto, perché cambiare? Haribo è la storia di successo di una famiglia di Bonn. Quando fu fondata nel 1920 Hans Riegel Sr (1893-1945) aveva un capitale limitato: un sacco di zucchero, un tavolo di marmo, un forno in mattoni e un grande pentolone. Il primo dipendente della ditta fu la moglie del fondatore, Gertrud, sposata nel 1921. A 90 anni di distanza, Haribo produce centomila caramelle al giorno in 15 paesi d’Europa, ha 6.000 dipendenti, e un giro d’affari stimato tra 1,5 e 2,0 miliardi di euro.
