29 giugno 2010 - 11:30
Germania e Stati Uniti: due ossessioni a confronto
Chi ha ragione: la formica tedesca o la cicala americana? L’ultimo vertice del Gruppo dei Venti a Toronto si è chiuso con un comunicato salomonico: il deficit pubblico dei paesi del G-20 deve essere dimezzato entro il 2013; mentre il risanamento del debito deve iniziare entro il 2016. Sia la Germania, preoccupata dal crescente indebitamento, che gli Stati Uniti, angosciati da una nuova recessione, possono dirsi soddisfatti per un compromesso che lascia loro margini di manovra e che possono utilizzare per affermare in patria che la loro posizione ha avuto la meglio. La paura tedesca è di assistere a una vampata di inflazione. Un sondaggio di Ernst & Young rivela che in questo paese il 60% delle imprese è preoccupato, molto o abbastanza, da un forte aumento dei prezzi. In libreria, ho contato nove libri scritti nell’ultimo anno da autori tedeschi, tutti dedicati alla crisi e tutti segnati dall’esperienza di Weimar. Ecco alcuni titoli in vendita in questi giorni: E’ la bancarotta dello stato; Ecco l’inflazione; Mercato senza morale; Capitalismo casinò; Arriva la bancarotta dello Stato; La trappola dell'inflazione; Inflazione dinamite; Bancarotta pubblica. Né la Germania né gli Stati Uniti hanno dimenticato il periodo tra le due guerre. Tuttavia, mentre a Berlino l’ossessione è di scongiurare una nuova iperinflazione, a Washington l’ossessione è di evitare una nuova depressione. I disoccupati in fila per un piatto di “minestra popolare” hanno lasciato nella memoria americana la stessa drammatica impronta delle carriole di marchi senza valore negli occhi dei tedeschi.
