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Misteri della crisi: la BCE è nota, ma suscita una fiducia limitata

L’ultimo sondaggio Eurobarometro – effettuato alla fine del 2009 ma pubblicato per intero qualche settimana fa – ha mostrato risultati sorprendenti. La Banca centrale europea gode di una fiducia limitata nell’Unione, nonostante durante la crisi abbia evitato un collasso del sistema finanziario.

JCTrichet
La BCE è nota al 76% degli europei, ma le differenze tra gli stati membri saltano agli occhi. L’istituto monetario, guidato dal presidente Jean-Claude Trichet (nella foto), è conosciuto dal 92% degli irlandesi, ma da solo il 55% degli inglesi. La Gran Bretagna fa peggio di altri paesi fuori dall’Unione: in Turchia, il 57% degli interpellati conosce la BCE. In termini di fiducia le statistiche di Eurobarometro lasciano perplessi. Solo il 44% degli europei dice di avere fiducia nella Banca centrale europea (il 51% dei tedeschi, il 45% degli italiani e il 36% dei francesi). Il dato è vicino ai minimi toccati nel 1999 e nel 2001 (42%) e lontano dai massimi (53%) raggiunti nel 2007. Coloro che non hanno fiducia nella BCE sono il 33%, un record negli ultimi dodici anni, mentre il 23% non ha opinione.

La BCE fa peggio della Commissione, che raccoglie il credito del 46% degli interpellati e del Parlamento che ha un 50% di sostenitori. L’Eurobarometro fa notare che l’istituto monetario “non beneficia del leggero incremento di fiducia osservato per il Parlamento e per la Commissione”. L’unica istituzione federale europea che tanto ha fatto in questi ultimi due anni per evitare collassi bancari e sostenere l’economia della zona euro soffre di bassa popolarità. Evidentemente mantenere la stabilità dei prezzi e riaffermerlo ripetutamente non basta. E’ possibile che la BCE venga trattata alla stregua dei tanti enti regolatori ritenuti responsabili della crisi finanziaria e che in questo periodo tutte le banche – non solo quelle commerciali – paghino un prezzo d’immagine. E' anche possibile che la crisi greca, scoppiata alla fine dell'anno scorso, non aiuti la popolarità della zona euro e delle sue principali istituzioni. Vista la difficile situazione in cui versa l'unione monetaria, i dati Eurobarometro fanno riflettere. Da tempo l’istituto prepara seminari per giornalisti, organizza presentazioni nelle scuole e partecipa a convegni europei e internazionali. Forse la BCE dovrebbe pensare anche a una campagna d'informazione più vasta e incisiva per spiegare l'importante ruolo che ha avuto in questi anni nell'assicurare la stabilità finanziaria dell'unione monetaria.