31 luglio 2009 - 22:01
Stretta al credito: manca un moderno John Pierpont Morgan
La situazione sul mercato del credito in Europa rimane difficile. L'istituto tedesco IFO teme che l'atteggiamento delle banche, prudenti nel prestare denaro a famiglie e imprese, possa soffocare la timida ripresa economica in Germania, mentre la Banca centrale europea non perde occasione per lanciare appelli alle banche perché tornino a prestare all'economia. Ci vorrebbe un moderno John Pierpont Morgan: nel 1907, quando gli Stati Uniti erano alle prese con la prima grande crisi del Novecento, questi convinse i banchieri dell'epoca a dare liquidità all'economia per salvare il paese. La storia di questo banchiere americano (1837-1913) vale la pena di essere ricordata in questi tempi di débâcle finanziaria. Nato nel 1837 in una ricca famiglia del Connecticut, ebbe un'educazione a cavallo tra Stati Uniti ed Europa, studiando a metà dell'Ottocento sia in Francia che in Germania. Suo padre, finanziere, lo iniziò a una professione in cui eccelse. Tra le altre cose Morgan fu magistrale nell'organizzare la nascita di General Electric (con la fusione tra Edison General Electric e Thompson-Houston Electric Company) e della US Steel Corporation. Collezionista d'arte, il banchiere divenne rapidamente un uomo potente, ricco e influente, talmente influente da riuscire in una drammatica riunione dell'autunno 1907 a convincere i suoi colleghi banchieri a salvare il mercato finanziario americano, in preda a un'ondata di panico. Il luogo in cui si svolsero i fatti è rimasto immutato a un secolo di distanza, ed è visitabile a New York. L'edificio firmato in stile rinascimentale dall'architetto Charles McKim nel 1906 si trova all'incrocio tra la Madison e la 36ma Strada. Nelle intenzioni del banchiere, il palazzo - costruito accanto alla sua abitazione e attualmente sede della Morgan Library - ospitava il suo studio privato e la sua biblioteca personale, che ancora oggi raggruppa opere originali di Johannes Gutenberg, Honoré de Balzac o Walter Scott.
Permalink Commenti (4) TrackBack (0)
Categorie: GermaniE, Banca Centrale Europea, Economia
