31 maggio 2009 - 8:56
Opel-Fiat-Magna, lezioni per l'Europa e il rapporto italo-tedesco
La partita per Opel è terminata nella notte con un accordo tra il governo tedesco, le autorità americane, la casa madre General Motors e l'acquirente Magna International, dopo cinque settimane di tira-e-molla, di voci e smentite, di incontri e dichiarazioni. La vicenda offre alcuni insegnamenti, sia per l'Europa che per i rapporti italo-tedeschi. Cominciamo dall'Unione. Nello scegliere Magna, le autorità tedesche hanno voltato le spalle a una soluzione più europea. Una fusione Fiat-Opel avrebbe creato un grande gigante dell'auto continentale che avrebbe dato il la a una ristrutturazione a livello mondiale. In un anno elettorale, la Germania non ha scelto questa soluzione, preoccupata dagli esuberi e da questioni finanziarie. E' possibile che la soluzione Fiat avesse dei difetti, ma il suo amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha dimostrato di avere spirito d'iniziativa, coraggio e intuizione (nella foto tratta dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung). La crisi di questi mesi sta cambiando il mondo: la dove il denaro non può fare granché, le idee invece possono provocare una svolta. E' un peccato che un paese come la Germania non abbia visto questa opportunità e che una parte della sua classe politica abbia chiuso la porta pregiudizialmente all'offerta italiana. La seconda considerazione invece riguarda i rapporti italo-tedeschi. Pochi paesi in Europa hanno legami storici ed economici così stretti.
