Successivo » « Precedente

Tedeschi a lezione di consumi cinesi - 28/04/09

FRANCOFORTE - In marzo Volkswagen ha venduto in Cina 112mila auto, un record storico. In tempi di recessione, il grande mercato cinese è considerato il salvagente mondiale. E non solo nelle infrastrutture: le imprese tedesche guardano con crescente interesse ai consumi, tanto che di recente la Asien-Pazifik-Ausschuss der Deutschen Wirtschaft, un'associazione imprenditoriale tedesca, ha chiesto «un nuovo partenariato » tra la Germania e il continente asiatico.

È in questo contesto che Dan Mintz, consulente americano di molte aziende europee e fondatore del Dynamic Marketing Group, ha tenuto la settimana scorsa a Berlino un seminario sul mercato cinese davanti a 1.500 direttori marketing tedeschi, austriaci e svizzeri: «Non è il momento di tagliare gli investimenti - ha avvertito - Il Paese ha un bacino di 350 milioni di consumatori, ancora molto liquidi».
Mintz ha quindi esortato i manager tedeschi a guardare lontano e ad avere coraggio. Ha ricordato loro che il campionato di pallacanestro americano, l'Nba, conta in Cina 350 milioni di telespettatori e che tre catene di fastfood (McDonald's, Kfc e Pizza Hut) stanno avendo un grande successo. Significa che c'è spazio per proporre partite di Serie A e aprire una catena di pizzerie? «Direi di sì!», risponde Mintz.
Il consulente americano ha aiutato Fendi a sbarcare sul mercato cinese. «La chiave è stata di capire il punto di contatto tra la società italiana e il consumatore locale. Troppo spesso vedo a Pechino o a Shanghai negozi occidentali vuoti. Non basta offrire i propri prodotti, bisogna adattarli al mercato, rispettando usi e costumi. Ai miei interlocutori dico sempre che per lavorare in Cina è importante parlare cinese. Ancor più importante è capire il cinese».
Racconta Mintz che la prima campagna della Pepsi aveva come slogan "Come alive with the Pepsi Generation". Tradotto in cinese significava "Pepsi riporta in vita dalla tomba i vostri antenati". La formula fu cambiata. Lo stesso per Coca-Cola. Il nome in un primo tempo era pronunciato "ke-kou-ke-la", in altre parole: "Cavallo femmina piena di cera". Dopo molte ricerche l'equivalente fonetico fu modificato in "ko-kou-ko-le", "felicità in bocca".
La Germania, tutta rivolta alle esportazioni di beni strumentali, sta soffrendo più di altri a causa della recessione mondiale, e guarda alla Cina con particolare speranza. Non a caso qualche settimana fa a Francoforte la presentazione dell'Asian Development Outlook 2009 da parte della Banca asiatica di sviluppo (Adb) ha riscosso grande interesse in banchieri ed economisti tedeschi, alla ricerca di aggiornamenti sulla situazione cinese.
«Certo, anche la Cina rallenta - sostiene Joseph Zveglich, vice capo economista della Adb, che si aspetta una crescita economica nel Paese del 7,0% nel 2009 (il Fondo monetario internazionale punta al 6,5%) - , ma la crisi sta colpendo le economie asiatiche più aperte, meno quelle più chiuse. Peraltro il mercato cinese è enorme e le opportunità restano molte, nonostante tutto. Penso ai lavori pubblici, ma anche ai beni di consumo durevoli».
L'interesse per i prodotti occidentali è elevato, ma Mintz spiega che i produttori europei non devono competere con quelli cinesi sul loro terreno. Rischiano di uscire sconfitti non solo sul fronte dei volumi, ma anche più semplicemente sul tipo di prodotto. «I marchi europei devono reinventarsi - spiega il consulente Usa - . Paradossalmente per avere successo devono diventare più sofisticati ed eleganti, puntare su un pubblico più esigente».
Insomma, la partita sul fronte delle infrastrutture è nota; meno note sono le opportunità nel commercio. A proposito: nei giorni scorsi, Porsche ha presentato la nuova Panamera, non a Ginevra o a Detroit, ma a Shanghai. La Gran Turismo quattro porte-quattro posti è lunga cinque metri. Ormai i nuovi marchi nascono in Asia, non più negli Stati Uniti, se è vero che ai ricchi cinesi piacciono le auto imponenti, magari guidate da un autista.
B.R.

Commenti

Your comment is awaiting moderation.

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.

Articoli tratti da Il Sole 24 ORE

  • Antidoti contro il fallimento - 13/05/12

    Questo libro non riguarda propriamente l'Italia - anzi il Paese è citato appena sette volte in quasi cinquecento pagine. Ma nel leggere Why Nations Fail, "Perché le nazioni falliscono", un volume appena pubblicato da due professori americani, Daron Acemoglu e...

  • Olanda: i conti non tornano più (08/04/12)

    BRUXELLES - C'è un Paese del Nord Europa che in questi mesi ha avuto ripetutamente posizioni inconciliabili, o quasi. Non la Germania, e neppure la Finlandia. Bensì l'Olanda: sul salvataggio della Grecia, sulla necessità di regole di bilancio rigidissime, sull'allargamento...

  • Come lasciare la terra ai vivi - 01/04/12

    BRUXELLES - La granduchessa Joséphine-Charlotte del Lussemburgo morì nel 2005 all'età di 77 anni. Dopo i funerali pubblici nella Cattedrale del Granducato, i suoi famigliari si recarono a Hamm per eseguire la sua ultima volontà: essere cremata. La cerimonia avvenne...

Articoli consigliati

Album Fotografici

I nostri blog