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Berlino in soccorso di Commerzbank - 09/01/09

FRANCOFORTE - Anche la prudente e luterana Germania, tanto critica nei mesi scorsi per un eccesso di aiuti pubblici nei Paesi anglosassoni, opta per una nazionalizzazione bancaria. Commerzbank ha annunciato ieri di avere chiesto l'aiuto dello Stato per rafforzare il proprio capitale nel momento in cui sta per finalizzare l'acquisto di Dresdner Bank.

L'operazione, la prima del suo genere da quando è scoppiata la crisi finanziaria, prevede un'iniezione pubblica di 10 miliardi nella nuova Commerzbank che vedrà la luce a breve dopo la fusione con Dresdner Bank. Di questi 10 miliardi, una parte verrà utilizzata per l'acquisto di 295 milioni di azioni al prezzo di 6 euro l'una, pari al 25% del capitale più un'azione.
Il resto rappresenta una partecipazione silenziosa del valore di 8,2 miliardi di euro. In questo caso il Governo federale non ottiene il diritto di voto, ma contribuisce solamente a rafforzare il Tier 1 dell'istituto di credito, che dovrebbe salire al 10% delle attività totali, dall'attuale 6%.
«Vogliamo rafforzare la nostra banca in un momento finanziario estremamente difficile», ha spiegato ieri sera il presidente di Commerzbank Martin Blessing. «Questa operazione ci permetterà di continuare a offrire crediti all'economia tedesca e di rimanere un partner affidabile agli occhi della nostra clientela». Da Berlino il portavoce del ministero delle Finanze, Torsten Albig, ha affermato che la scelta del Governo ha come obiettivo di lanciare «un segnale forte». Albig ha respinto l'idea che si tratti di una naziona-lizzazione, tema delicato in Germania: «Ci assumiamo le nostre responsabilità», ha spiegato, nel «preparare il terreno per una nuova Commerzbank».
L'obiettivo è di permettere «a una delle grandi banche tedesche di riposizionarsi con successo e in modo competitivo, nonostante la crisi finanziaria», ha aggiunto il portavoce. L'acquisizione di una quota del 25% più un'azione nella nuova Commerzbank dà al Governo federale una minoranza di blocco nel nuovo istituto di credito.
L'annuncio è giunto a sorpresa. Da giorni circolavano voci che Commerzbank volesse lanciare la prima obbligazione garantita dallo Stato - annunciata poi ieri mattina e del valore di cinque miliardi- ,ma l'ideadi una nazionalizzazione seppur parziale non era emersa. In realtà,l'operazione è nata nei giorni scorsi in tutta velocità.
Dietro alla scelta si nasconde l'aggravarsi della crisi finanziaria. Da un lato la situazione di molte banche europee è peggiorata nel quarto trimestre del 2008, sulla scia del fallimento di Lehman Brothers. Nuove probabili svalutazioni hanno indotto Commerzbank in novembre a rivedere l'accordo con Dresdner Bank anticipando la fusione all'inizio di quest'anno.
Il secondo avvenimento è giunto a metà dicembre con l'annuncio da parte di alcune agenzie di rating di una revisione della metodologia con la quale valutano molti strumenti finanziari, tra cui le obbligazioni cartolarizzate. Questa scelta ha fatto presagire ai banchieri europei nuovee più dolorose svalutazioni.
In poche settimane la situazione è quindi drammaticamente mutata per Commerzbank e per Allianz, il gruppo assicurativo che sta vendendo Dresdner Bank alla banca presieduta da Blessing. Due giorni fa i rappresentanti delle tre società si sono quindi recati a Berlino per discutere con le autorità di governo e di vigilanza.
In un primo tempo, Commerzbank puntava su un aiuto di cinque miliardi di euro. È stato il Governo a raddoppiare l'offerta. Dopo una notte di riflessione, Blessing ha accettato la proposta governativa. Agli occhi sia della banca che dell'Esecutivo il piano permette di rafforzare in modo pressoché definitivo il Tier 1 del nuovo istituto ed evitare, così sperano, nuove richieste di aiuti. Al completamento dell'operazione parteciperà anche Allianz che rafforzerà il capitale di Dresdner Bank con un nuovo investimento per 1,45 miliardi.La compagnia assicurativa avrà una quota del 14% nella nuova banca, anziché del 18% come annunciato precedentemente.
Ieri il mercato ha bocciato la parziale nazionalizzazione: Commerzbank ha chiuso in ribasso del 13,79% a 5,25 euro. La prospettiva di una nuova iniezione di capitale pubblico «non piace agli investitori – ha detto Konrad Becker, analista di Merck Finck – perché questi prestiti andranno un giorno rimborsati». Commerzbank ha già goduto in novembre di una partecipazione silenziosa di 8,2 miliardi, su cui pesa una commissione del 9%.
In un mercato bancario tedesco già oggi in gran parte pubblico, l'operazione annunciata ieri può sembrare a molti il tentativo di rafforzare ulteriormente il settore finanziario nazionale. Il sospetto è legittimo, anche se la Storia offre per certi versi qualche rassicurazione. Già nel 1932, sulla scia della crisi del 1929, Commerzbank era stata parzialmente nazionalizzata, ma per tornare in mano privata rapidamente, nel 1937.
B.R.

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